
V’hanno in cielo numerose immagini celesti, a rassomiglianza delle quali vengono conformate tali sorta d’immagini, alcune visibili e corporee, altre immaginarie, che gli Egiziani gli Indiani e i Caldei hanno osservato e disegnato. Così essi collocano dodici immagini universali nel cerchio dello zodiaco, secondo il numero dei segni.
Le immagini dell’Ariete del Leone e del Sagittario, che formano la triplicità ignea e orientale, sono atte contro le febbri, la paralisi, l’idropisia, la gotta e contro tutte le malattie originate dagli umori freddi e flemmatici e rendono colui che le porti piacevole, eloquente, ingegnoso e onorato, perché costituiscono le case o domicili di Marte del Sole e di Giove. L’immagine del Leone, fatta nell’ora del Sole nel primo grado ascendente dell’aspetto del Leone, aspetto e decanato appartenenti a Giove, è anche atta a combattere i segni e le visioni melanconiche l’idropisia, la peste, le febbri e le malattie in genere e la stessa immagine, preparata allorché il Sole occupa il mezzo del cielo nel cuore del Leone, è contraria ai calcoli e ai mali del rene e impedisce di nuocere alle bestie.
I Gemelli la Bilancia e l’Acquario, che formano la triplicità aerea e occidentale e sono i domicili di Mercurio di Venere e di Saturno, sono reputati atti a fugare le malattie melanconiche, a ristabilire l’amicizia e la concordia, ad assicurare la salute e si dice che l’Acquario guarisca specialmente la febbre quartana.
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