Usare il sale giusto aiuta la vita

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Di sale ne consumiamo troppo: dai 12 ai 20 grammi giornalieri rispetto al massimo consigliato dall’OMS, che è di 5 grammi. E spesso dimentichiamo che il sale non è solo la polvere bianca che aggiungiamo ai cibi: la quantità  maggiore si ingerisce consumando insaccati, formaggi stagionali, scatolame, prodotti da forno, I reni eliminano il surplus di sale fino a un massimo di 7 grammi. E il resto, che fine fa? Certo, il sale serve: gli impulsi dei nervi, in particolare, possono essere trasmessi solo quando c’è abbastanza sale nei liquidi del corpo. Ma se il sale è troppo e non è integrale, come il cloruro di sodio che usiamo normalmente a tavola, ci porta dei seri scompensi.

Perchè il sale bianco fa male

E’ un sale impoverito che il corpo espelle. Favorisce artrosi, disturbi renali e cellulite. Il sale marino raffinato è cloruro di sodio quasi puro (al 98%) e non contiene più i minerali e gli oligoelementi (ben 84!) necessari all’organismo. Il cloruro di sodio viene percepito dal corpo come un veleno che va eliminato al più presto. Il corpo tenta di rendere innocuo il sale in eccesso circondandolo con molecole d’acqua che lo neutralizzano, ionizzandolo in sodio e cloro. Ciò significa che l’organismo è costretto a sacrificare l’acqua delle proprie cellule per rendere inoffensivo il cloruro di sodio, e e cellule così disidratate muoiono. La conseguenza di questo processo è la formazione di edemi e cellulite, disturbi circolatori, gotta, artrosi, calcolosi renali e biliari. Lo stesso effetto è provocato dai sali arricchiti con iodio o fluoro, carbonato di calcio e magnesio, idrossido di alluminio, E538, E536, E540, E550 che aumentano la tossicità  del cloruro di sodio.

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Il sale che cura

Integrale o dell’Himalaya, ci depura. I sali marini integrali contengono oligoelementi di facile assimilazione che permettono li corretto svolgersi delle reazioni metaboliche. Ecco quelli da preferire.L’Ottimo il sale integrale dell’Atlantico francese. Fine o grosso, di colore quasi grigiastro per la presenza di microrganismi, ha un particolare sapore di argilla e alghe. Migliora il metabolismo, è ricco di qualità  organolettiche ed è indicato sulle verdure.Il sale cristallino nella sua forma più perfetta è il sale rosa himalayano o quello bianco di qualità  Halite. Più che un condimento, è un ottimo alimento: non solo è un sale integrale ed è privo di sostanze inquinanti e delle loro risonanze (si è formato 250 milioni di anni fa), ma le pressioni immense a cui è stato sottoposto hanno anche mutato la sua struttura, inglobando gli oligoelementi in un mix ben assimilabile e con un contenuto di energia più elevato. L’assunzione tramite soluzione idrosalina (mezzo cucchiaino di sale in un bicchiere di acqua, da bere a digiuno) regola la pressione del sangue, disinfiamma la pelle, pulisce reni e intestino: questa bevanda non ti fa male perchè è ricca di oligoelementi che bilanciano l’azione del sodio. In cucina si usa su carne e pesce (bastano pochi cristalli), su insalate e verdure.

Dove posso trovare questi sali speciali?

Nei negozi di cibi bio e in alcune farmacie ed erboristerie. Il costo è di 3 euro al chilo per il sale integrale e di 20 euro per l’himalayano.

Il sale integrale dell’Himalaya

E’ in assoluto il sale più ricco di minerali e di oligoelementi: riattiva il metabolismo, drena le scorie, combatte la stispi e previene i disturbi circolatori.

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