Reiki

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Che cos’è il Reiki

Da tempi immemorabili tutti i popoli e tutte le antiche culture conoscono e utilizzano l’energia vitale universale che Mikao Usui ha ribatezzato Reiki.
La storia è piena di esempi di guarigioni miracolose avvenute ad opera di tale energia che veniva definita con termini
diversi che rispecchiavano le varie lingue, le varie culture ed i vari credi religiosi.
In questo senso generale possiamo correlare tale energia con lo spirito santo dei cristiani, il prana degli indù,wakan tanka dei sioux, il ka degli egizi e così via.
Si tratta dunque di qualcosa di profondamente sacro il sui sapere nell’antichità era detenuto degli alti iniziati e sommi sacerdoti.


Alla fine del XIX secolo Mikao Usui entrò in possesso della chiave che gli permise di riscoprire il sistema di guarigione universale, definito Reiki, attraverso la lettura di antiche scritture buddiste (Sutra).
Come dicevamo,il termine Reiki indica l’energia vitale universale, quella forza alla base della creazione che tutto penetra e tutto pervade.
Il termine giapponese Reiki è composto da due elementi Rei, l’energia universale, e Ki, l’energia derivante da Rei che
permette alla vita di esprimersi attraverso la forma.

Il Reiki e la sua storia

La storia del Reiki che riassumo è quella raccontata dalla Maestra Hawao Takata a proposito del modo in cui l’arte del Reiki fu riscoperta dal Dottor Mikao Usui, di cui non approfondisco l’origine e lo stato civile visto le numerose versioni raccontate.
Era la metà del XIX secolo, si era recato nell’india del nord, dove iniziò lo studio di testi sacri in sanscrito.
Questi studi non gli diedero il minimo indizio su quello che cercava, perciò decise di tornare in giappone.
Qui si dedicò all’approfondimento del Buddismo, considerando che anche Buddha praticava guarigioni miracolose.
Cominciò a vagare per il paese finchè giunse in un monastero zen dove erano custoditi gli antichi testi (Sutra) buddisti.
In questi testi, vecchi di duemilacinquecento anni, trovò finalmente alcuni simboli e alcune formule che contenevano le risposte alle sue domande.
Dopo anni di studi e ricerche Mikao Usui aveva trovato le chiavi per aprire le porte alla guarigione, ma questo non gli consentiva di utilizzare ciò che aveva scoperto: conoscere una teoria non significa necessariamente che la si sappia applicare nella pratica.
Decise allora di trascorrere un periodo di purificazione e isolamento in un monastero sul Kuriuama, la montagna sacra.
Le uniche cose che portò con sè furono i Sutra, grazie ai quali avrebbe cercato di stabilire un contatto diretto e profondo con le energie dei simboli. I giorni passarono così per Usui tra la lettura dei Sutra e la recita di mantra, ma senza alcun risultato apparente,
finchè un giorno, all’alba, egli ebbe la visione di una luce che muoveva a grande velocità verso di lui.
Questa luce penetrò la sua fronte trasformandosi in una miriade di sfere multicolori: c’erano tutti i colori dell’arcobaleno, ma in maggior parte erano blu, lavanda e rosa.
Dopo questa esperienza decise di recarsi nei ghetti di Kyoto per aiutare mendicanti e i più indigenti a migliorare la qualità della propria vita.
Curò così le loro malattie e aiuto alcuni di loro anche a trovare un lavoro.
Ben presto, tuttavia, si accorse che, per quanto facesse, prima o poi le persone che aveva aiutato tornavano a mendicare.
Chiese loro il perchè di un simile atteggiamento, ed essi gli risposero col più ovvio dei modi: lavorare è faticoso, mendicare è più comodo.
Questo gli causò un forte dispiacere.
Forse c’era qualcosa che non aveva preso in considerazione; forse non era sufficiente guarire le persone dai problemi
di ordine fisico, ma occorreva elevare il loro livello di consapevolezza per permettere loro di andare alla radice del problema.
Dopo qualche tempo Mikao Usui lasciò i ghetti e diede una svolta al suo lavoro.
Viaggiò moltissimo e si dedicò completamente al passaggio dell’insegnamento del Reiki. Alla sua morte fu sepolto a Tokyo in un tempio Zen e sulla sua lapide è stata iscritta la storia della sua vita.
A ereditare l’insegnamento di Usui fu uno dei suoi più stretti collaboratori, Chujiro Hayashi, che divenne il secondo grande maestro di Reiki.
Fino al 1940 Hayashi diresse una clinica privata a Tokyo dove si utilizzava esclusivamente il Reiki.
Il terzo grande maestro di Reiki fu una donna: Harvayo Takata, nata alle hawaii da genitori giapponesi, si ammalò di tumore e decise di andare in giappone a farsi operare, ma quando arrivò il momento dell’intervento, “qualcosa” le disse che non era il caso di operarsi.
Si informò allora su eventuali metodi di cura alternativi e fu indirizzata alla clinica del Reiki di Hayashi, dove venne curata assiduamente.
In breve il tumore cominciò a riassorbirsi, fino a scomparire nel giro di pochi mesi.
Si ristabilì così perfettamente che, entusiasta del metodo, decise di fermarsi in giappone diventando allieva di Hayashi.
Tornò quindi alle hawaii, dove continuò la pratica del Reiki, e nel 1938 ricevette la visita di Hayashi che le conferì
l’iniziazione a maestro.
Quando infine, nel 1941, Hayashi morì, divenne il terzo grande maestro.
Hawayo Takata praticò le guarigioni reiki per molti anni finchè, giunta alla settantina, decise di formare nuovi maestri,
se non altro perchè lo straordinario metodo scoperto a prezzo di tanta fatica da Mikao Usui potesse essere perpetuato.
Alla sua morte, nel 1980, lasciava ventidue maestri reiki negli stati uniti e in canada.

Regole di vita del Reiki

Non essere arrabbiato proprio oggi
Non preoccuparti proprio oggi
Onora i tuoi maestri, i genitori e gli anziani
Guadagna il tuo pane in modo onesto
Sii grato nei confronti di tutto ciò che vive

Iniziazione

Se desiderate essere iniziati a questa pratica energetica, dovete prima di tutto, trovare un Master (Insegnante).
In italia ne esistono tantissimi, sceglieteli il base alla comodità per raggiungerli, alla disponibilità a seguirvi lungo
il vostro percorso, e il tipo di investimento che vi richiede.
Prima del seminario vi vengono date delle indicazioni:

  • indossare abiti comodi senza cinture
  • non portare anelli o braccialetti

I livelli del Reiki

Il Reiki si divide in tre livelli.

Il primo livello, il cui seminario solitamente dura 2-3 giorni nel fine settimana, consente di divenire canali di questa
energia di amore e di luce.
Questo livello, anche se il primo e il più semplice è particolarmente importante per la nostra crescita interiore.
A questo livello vengono impartire 4 iniziazioni, mediante le quali l’insegnante vi apre e stabilizza il canale di energia
da cui fluisce il Reiki.
Vi si insegna prima di tutto l’autotrattamento su voi stessi, perchè solo amando e curando voi stessi potrete occuparvi
degli altri.
Verranno inoltre spiegate e provate le varie posizioni sul corpo, sia su di voi che sugli altri.

Nel secondo livello, il cui seminario dura 1-2 giorni, sempre nel fine settimana, verranno spiegati 3 simboli.
Il secondo livello è di tipo mentale e consente di mandare energia a distanza, in ogni senso, sia di tempo che di spazio.
E’ possibile trattare le persone, le situazioni.

Il terzo livello è il master o insegnante, dove si completa il cammino attraverso il reiki.
Anche in questo livello verrà spiegato e provato un simbolo.

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Consigli per i praticanti

 

  • Tenete a portata di mano una bottiglia di acqua, vi servirà, il reiki favorisce l’eliminazione delle scorie
  • Tenete basse le luci e usate la musica adatta, per esempio quella di Ajad, con il suono del campanello ogni 3 minuti
  • Fate sdraiare la persona da trattare e mettevi comodi sulla sedia durante il trattamento
  • Fatevi autotrattamento tutte le mattine e sera

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