Le ere dell’Acquario, del Capricorno, del Sagittario e dello Scorpione

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Dopo aver affrontato le prospettive della prossima era dell’Acquario, risaliamo nel tempo fino all’ultima era dell’Acquario, quella che si è verificata più di 25 000 anni or sono!
Non possiamo affermare con certezza che le ere a cui ci riferiamo segnino formalmente gli inizi dei tempi in quanto questi hanno certamente avuto luogo molto tempo prima. Tuttavia, per voi e con voi, ci sottoporremo a un esercizio delicato, che, per quanto ne sappiamo, fino a oggi non è mai stato tentato da alcun astrologo, ma che ci sembra di grande interesse: rifare il percorso dei 24 000 anni che ci separano dall’ultima era dell’Acquario che dovrebbe approssimativamente aver avuto luogo tra il 23598 e il 21452 prima di Cristo. Diciamo “approssimativamente”, in quanto, per effettuare tali calcoli, dobbiamo avere una base che è quella della data presunta della nascita di Gesù, a partire dalla quale abbiamo stabilito il nostro calendario.

L’ERA DELL’ACQUARIO, DAL 23598 AL 21452 A. C. CIRCA
Risalendo nel tempo fino a questa data, che sarebbe quella dell’entrata del punto vernale nel segno dei Pesci e considerando che un’era ha la durata di esattamente 2146 anni e 8 mesi, (tempo necessario al punto vernale per percorrere uno dei 12 segni dell’anello zodiacale) si può situare pressappoco l’ultima era dell’Acquario tra le due date indicate.

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L’arte parietale apparve durante il Gravettiano, che corrisponde in parte all’era dell’Acquario.

Secondo i paleontologi, questi anni si collocano verso la fine di quella cultura che viene chiamata Gravettiano, dal nome del giacimento di La Gravette, scoperto alla fine del XIX secolo, ma che venne scavato tra il 1930 e il 1954 in un luogo ai lati della valle della Couze, presso Bayac, in Dordogna (Francia). Questa cultura del Paleolitico superiore avrebbe già adottato un modo di vita semisedentario, la cui sussistenza si basava essenzialmente sulla caccia dei mammut, ma anche di renne, cavalli, lepri e bovidi. Quello che tuttavia ci sembra caratteristico di questo lontano periodo della storia dell’umanità che era dunque posto sotto l’egida del segno dell’Acquario, è che i paleontologi lo definiscono come quello dell’evoluzione dell’arte parietale (relativa, cioè, alle pitture effettuate su muri e su pareti delle grotte), dove gli animali sono rappresentati in modo assai fine, molto essenziale, delineati da tratti sinuosi, seguendo la linea della schiena e della testa e suggerendo semplicemente le membra. Si assiste, infatti, a una schematizzazione e a un’astrazione delle forme che rappresentano molto bene l’aspetto aereo, libero e innovatore del segno dell’Acquario, rivelatore di una nuova visione dell’ambiente da parte degli uomini di quest’epoca.

LE ERE DEL CAPRICORNO, DEL SAGITTARIO E DELLO SCORPIONE, DAL 21452 AL 15014 A. C. CIRCA
Queste ere corrispondono a un lungo periodo-cerniera della storia dell’umanità, in quanto, sempre secondo i paleontologi, usciamo dallo stadio del Gravettiano, che sarebbe cominciato circa verso il 27000, per terminare verso il 20000. Entriamo quindi in un’altra cultura, il Solutreano, il cui nome proviene da un giacimento scoperto nel 1866, ma che ancora ai giorni nostri è oggetto di numerose ricerche, a Solutré-Poully, un pae sino situato nel dipartimento della Saòne-et-Loire, in Francia.

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Dall’alto in basso e da sinistra a destra:
una fiocina, delle punte difreccia e una selce che ci rimandano all’era dello Scorpione (la prima e la terza) e all’era del Sagittario (le seconde).

Questo periodo si estende dall’anno 20000 al 16000 circa, coprendo quindi astrologicamente le ere del Capricorno e del Sagittario e parte di quella successiva, cioè quella dello Scorpione. Questo è il motivo per cui abbiamo raggruppato queste tre ere, anche se è molto difficile immaginare gli eventi che hanno segnato la vita di uomini di tanto tempo fa e per un periodo di più di 6000 anni; inoltre, non dobbiamo perdere di vista il fatto che, spesso, stabiliamo delle ere che in realtà si accavallano le une alle altre.
Non è certo perché passiamo da un’era all’altra, basandoci su un calendario stabilito secondo i nostri criteri e i costumi, che le abitudini e le pratiche possono essere cambiate dall’oggi al domani.
Quello che però caratterizza questo lungo periodo è ciò che si potrebbe definire la nascita dell’industria. Sembra infatti che sia stato durante quest’era che gli uomini hanno creato dei manufatti, vale a dire che non si sono più accontentati di usare gli attrezzi forgiati dalla natura, ma che hanno cominciato a impiegare diaspro, calcedonio o cristallo di rocca, in particolare, per fabbricare delle punte mediante pressione o percussione diretta. Fu anche durante questo periodo che vennero creati l’ago con la cruna, il raschietto, lo scalpello, l’amo e l’arpione, ma anche, senza dubbio, la freccia e l’arco poichè sono state ritrovate delle punte peduncolate, tagliate nella silice, che risalgono a 17000 anni or sono. Fu sempre durante questo periodo che venne inventato il flauto, di cui è stato ritrovato un esemplare di 18000 anni fa in perfetto stato.
E ancora in quest’epoca che l’uomo mette a punto una notevole invenzione: la lampada. Infatti, versando del sego o del grasso di animale in coppe naturali di pietra e utilizzando uno stoppino di setole intrecciate o in fibre vegetali, egli riesce a rischiarare il suo ambiente. Molte di queste lampade sono state ritrovate accanto a superbe pitture rupestri, come quelle che appaiono nella celebre grotta di Lascaux e che risalirebbero a quest’epoca.
Come si può notare, durante il Solutreano, che copre le ere del Capricorno, del Sagittario e dello Scorpione, l’uomo diventa industrioso.
L’aspetto utilitaristico di queste invenzioni è in analogia con le caratteristiche del segno del Capricorno che sottolinea il potere di concentrazione, la pazienza, la tenacia dell’individuo che vuoi raggiungere uno scopo o realizzare qualcosa di utile o di necessario. Le invenzioni del flauto e della lampada alludono invece al Sagittario, di cui sono attributi, come l’arco e la freccia portati dal mitico centauro che simboleggia e rappresenta questo nono segno dello zodiaco.
Invenzioni che possono inoltre evocare ugualmente il pungiglione dello Scorpione, a cui ci fanno pensare l’amo e la fiocina, oltre alle punte peduncolate, tagliate nella silice…

 

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