La dipendenza dai pianeti e stelle fisse su cose e corpo

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Come le cose inferiori siano sottoposte ai corpi celesti e come i corpi umani e quanto altro Si riferisce all’uomo provengano dalla distribuzione dei pianeti e dei segni.E’ certo che le cose inferiori sono sottoposte alle superiori e che in un certo modo, come dice Proclo, le une si ritrovino nelle altre, così che le cose terrestri si riscontrano nel cielo, ma in un modo celeste, e quelle celesti Si possono trovare in terra, ma in un modo terrestre. Vale a dire a seconda dei loro effetti. Perciò noi diciamo esservi quaggiù esseri solari e lunari, nei quali il Sole e la Luna hanno improntato alcunchè dei loro poteri e in tal guisa le cose ricevono alcune proprietà  dalle stelle a cui sono sottoposte e dai loro aspetti.Noi sappiamo che tutto ciò che è solare agisce sul cuore e sulla testa, perchè il domicilio o la cosa del Sole è il Leone e l’Ariete ne è l’esaltazione. Così pure i segni di Marte dominano la testa e i testicoli, a causa dell’Ariete e dello Scorpione e perciò l’immergere in acqua fredda i testicoli di un uomo preso dai fumi del vino e vacillante e il lavarli con aceto costituisce un pronto rimedio.E’ assai utile il conoscere in che modo le varie parti del corpo umano Siano attribuite ai pianeti e ai segni zodiacali. Seguendo le tradizioni degli Arabi, il Sole domina il cervello, il cuore, le coscie, le midolla, l’occhio destro e lo spirito vitale. Mercurio la lingua, la bocca e gli altri organi dei sensi così interni che esterni, le mani, le gambe, i nervi, la fantasia;Saturno la milza, il fegato, lo stomaco, la vescica, la matrice, l’orecchio destro e la facoltà  ricettiva; Giove il fegato e la parte più carnosa dello stomaco, il ventre e l’ombelico (e perciò gli antichi hanno posto l’immagine d’un ombelico nel tempio di Giove Ammone), le costole, il petto, gl’intestini, il sangue, le braccia, la mano destra, l’orecchio sinistro e la virtù naturale; Marte il sangue, le vene, le reni, il chilo, il fiele, le narici, il dorso, l’effusione dello sperma e le virtù irascibili o passioni; Venerele reni, i testicoli, la Vulva, la matrice, la virtù seminale, la concupiscenza, la carne, il grasso, il ventre, il pube, l’ombelico e tutto ciò che serve all’atto venereo, come l’osso sacro, la spina dorsale, i lombi, la testa e la bocca per cui si prodigano i baci; la Luna infine, a cui s’attribuisce l’intero corpo e tutte le membra, per la gran varietà  dei segni, domina purtuttavia specialmente il cervello, i polmoni, il midollo spinale, lo stomaco, i mestrui, gli escrementi, l’occhio sinistro e la potenza di crescere.Ermete dice che la testa d’un animale ha sette fori, distribuiti ai sette pianeti, cioè: l’orecchia destra a Saturo la sinistra a Giove, la narice destra a Marte, la sinistra a Venere l’occhio destro al Sole, il sinistro alla Luna e la bocca a Mercurio.Così pure ogni segno zodiacale ha un predominio particolare. L’Ariete governa la testa e il viso, il Toro il collo, I Gemelli le braccia e gli omeri, il Cancro il petto i polmoni lo stomaco e i muscoli delle braccia, il Leone il cuore lo stomaco il fegato e la schiena, la Vergine gl’intestini e l’interno dello stomaco, la Bilancia le reni il femore e le narici, lo Scorpione i genitali, il Sagittario l’esterno delle coscie la parte inferiore delle unghie e gl’intestini, il Capricorno le ginocchia, l’Acquario gli stinchi e le tibie, i Pesci i piedi. Siccome questi ultimi tre segni sono in concordanza tra i corpi celesti, concordano altresì tra le membra, cosa che si dimostra per l’esperienza, poichè il freddo ai piedi incomoda il ventre e il petto, il che fa si che apportando rimedio agli uni si guariscano anche gli altri e riscaldando i piedi cessi il mal di ventre.Le cose che sono sottomesse ad alcuno dei pianeti hanno perciò relazione con le membra, influenzate dallo stesso pianeta, soprattutto quando questo si trovi nel suo domicilio e nella sua esaltazione, giacchè le altre dignità , come le terne i termini egli aspetti, sotto tal riguardo non hanno importanza. Così la peonia che ha il colore del limone, il chiodo di garofano, le bucce del limone, la maggiorana, il doricnio, la cannella, lo zafferano, l’aloe, l’incenso, l’ambra, il muschio e in parte la mirra sono rimedi efficaci per la testa e per il cuore a causa del Sole dell’Ariete e del Leone. Così la piantaggine, erba di Marte, è efficace al capo e ai testicoli a causa dell’Ariete e dello Scorpione.Inoltre i segni di Saturno contribuiscono alla tristezza e alla melanconia, quelli di Giove alla gioia e agli onori, quelli di Marte all’ardimento alle lotte e all’ira, quelli del Sole alla gloria alla vittoria e al coraggio, quelli di Venere all’amore alla voluttà  e alla concupiscenza, quelli di Mercurio all’eloquenza, quelli della Luna alla vita volgare; e i costumi e le occupazioni umane sono distribuiti e ripartiti in corrispondenza coi pianeti. Perchè Saturno governa i vecchi e i monaci, le melanconie, i tesori nascosti e quelli che Si conquistano con difficoltà  e mercè lunghi viaggi; Giove domina gli uomini pii, i prelati, i re, i nobili e i capi, i beni acquistati lecitamente e onestamente; Marte governa i barbieri, i chirurghi, gli uomini d’arme, i carnefici, i macellai, i panettieri, i pasticcieri. In modo simile le altre stelle manifestano la loro azione, come è descritto nei libri di Astrologia.In che modo si possa conoscere da quali astri dipendono le cose naturali e quali cose siano sottoposte al Sole.E’ assai difficile riconoscere da quale pianeta o segno dipenda una data cosa. Pure può conoscersi con la imitazione dei raggi, coi moti o figure delle cose superiori; per alcune anche coi colori e gli odori; in altre ancora con gli effetti delle loro operazioni consonanti a certe stelle.Ciò premesso, sono solari: tra gli elementi il fuoco e la fiamma, tra gli umori il sangue e lo spirito vitale; tra i sapori quelli violenti, o acri, o forti temperati di dolcezza; tra i metalli l’oro pel suo colore e pel suo splendore; tra le pietre quelle che imitano i raggi del sole per lo scintillio dorato, come l’aetite che guarisce l’epilessia e debella il veleno e l’occhio di sole, simile a una pupilla raggiante, che fortifica il cervello e arrobustisce la vista. Il brillante, che riluce fra le tenebre, preserva dalle infezioni e dai vapori pestilenti; il crisolito, di colore verde pallido e rilucente e che esposto al sole sembra una stella d’oro, fortifica lo Spirito, combatte l’asma e, forato nel mezzo riempito il foro con pelo d’asino e attaccato al braccio sinistro, fa dileguare le visioni, i fantasmi, i sogni e la pazzia. L’iride, simile al cristallo e spesso esagonale come questo, esposto ai raggi del Sole, li assorbe e nel proiettarli per riflessione fa apparire l’arcobaleno sul muro opposto. L’eliotropo o girasole, che è verde e screziato di rosso ed è una specie di diaspro o di smeraldo, rende glorioso reputato e longevo chi lo porta e strofinato con la pianta dello stesso nome immerso in un recipiente pieno d’acqua ed esposto al sole, fa apparire l’acqua del colore del sangue. Di più, cosa ancora più meravigliosa, rende invisibile chi lo porti insieme alla pianta chiamata anch’essa girasole e Alberto il Grande e Guglielmo di Parigi confermano queste virtù. Anche il giacinto riceve dal sole virtù contro i veleni e le esalazioni pestilenziali; di più rende gradito e simpatico chi lo porti, procaccia ricchezze, arrobustisce il cuore e tenuto in bocca rallieta lo spirito. La pietra pyrophilos, che è di un rosso brizzolato e di cui parla Esculapio nel libro delle sue Epistole a Ottavio Augusto, secondo la testimonianza d’Alberto, è un tossico tanto freddo che impedisce al cuore d’un uomo morto di carbonizzarsi, così che esponendolo all’azione del fuoco per qualche tempo, si converte in pietra. Questa pietra possiede una virtù mirabile contro tutti i veleni e rende glorioso e temuto chi la porti. La pantaura (smeraldo), che è la pietra solare per eccellenza, scoperta, si dice, da Apollonio, attira a se le altre pietre come la calamita il ferro. E’ efficacissima contro ogni sorta di veleni e si chiama anche panthera o pantocrhas, perchè è screziata di mille colori. Aaron la chiatta evanthum. Fra le altre pietre solari v’hanno il topazio, il crisopraso, il rubino e, come l’orpimento, parecchi altri minerali sono solari e in generale quelli che hanno il colore e il fulgore dell’oro.Tra le piante sono solari tutte quelle che si volgono verso il sole, come il girasole, e che ripiegano o chiudono le foglie al tramontare del sole per riaprirle al suo levarsi, come il loto, la peonia, la celidonia, il limone, il ginepro, la genziana, il dittamo, la verbena che fa vaticinare e scaccia i demoni, l’alloro, il cedro, la palma, il frassino, l’edera, la vite e le piante che preservano dalla folgore e non temono i rigori invernali. Sono anche solari molte droghe, come la menta, la lavanda, il mastice, lo zafferano, il balsamo, l’ambra, il muschio, il miele giallo, il legno d’aloe, il garofano, la cannella, il calamo aromatico, il pepe, l’incenso, la maggiorana e il rosmarino, che Orfeo chiama solis thymiama.Tra gli animali sono solari quelli magnanimi coraggiosi e amanti della vittoria e della gloria, quali il leone che è il re degli animali, il coccodrillo, la lince, l’ariete, la capra, il toro guidatore di armenti, che a Eliopoli fu dagli Egiziani consacrato al sole e che, come il bue Api a Memfi e il toro Pathis a Erminto, fu chiamato verità . Il lupo è stato anche consacrato ad Apollo e a Latona. E’ anche solare il cinocefalo, che latra dodici volte durante il giorno ed al tempo dell’equinozio orina dodici volte nelle singole ore ed altrettante di notte, per cui gli Egiziani lo incidevano sugli orologi.Tra gli uccelli sono solari la fenice, unico della specie, l’aquila, regina dei volatili, l’avvoltoio, il cigno e tutti quelli che sembrano inneggiare al sole al suo levarsi, come il gallo il corvo e lo sparviero, che i teologi Egiziani hanno considerato come il simbolo della luce e che Porfirio ha annoverato tra i solari. Inoltre tutti gli animali che possono ricordare il brillare del sole, come la lucciola; lo scarabeo, detto anche cantaride, che arrotonda pallottole e vi si adagia sopra e quelli, secondo il pensiero di Appione, che cangiano gli occhi a seconda del corso del sole.Fra i pesci sono soprattutto solari il vitello marino, che resiste alla folgore, il dattilo e il polmone marino che brillano di notte e quelli che racchiudono le perle, che seccandosi si riducono in una pietra del colore dell’oro.

Delle cose che dipendono dalla Luna.Tra gli elementi dipendono dalla Luna la terra, l’acqua del mare e dei fiumi e i succhi e gli umori delle piante e degli animali, e soprattutto quelli bianchi, come l’albume delle uova, i grassi, il sudore, le pituite e le superfluità  dei corpi. Tra i sapori il salato e l’insipido.Tra i metalli l’argento; tra le pietre il quarzo, la marcassite argentata e tutte quelle che sono bianche o verdi. Così pure la pietra selenite, o pietra lunare, trasparente, biancastra, che nel brillare imita il moto della luna, che porta in se l’immagine dell’astro e che ne segue le fasi. E le perle, che Si generano nelle conchiglie dalle gocciole d’acqua, e il cristallo e il berillo.Tra le piante sono lunari il selenotropio che si volge verso la luna, come il girasole verso il sole; la palma, che rampolla un ramo a ogni levarsi della luna; l’issopo, specie di rosmarino, il più piccolo degli alberi e la più grande delle erbe, che partecipa degli uni e delle altre; l’olivo e l’hagnus castus, o albero casto; l’erba chinostate, che cresce e decresce con la luna in sostanza e in numero di foglie e non solo in umori e virtù, cosa che alle singole piante è comunte, ad eccezione delle cipolle di Marte, le quali sole hanno la forza di crescere e diminuire all’inversa degli incrementi e decrementi della Luna; come tra gli uccelli l’orige Saturnia è nemicissima tanto della Luna che del Sole.Gli animali lunari sono quelli che vivono con l’uomo e hanno nature opposte di amore e di odio, come i cani di tutte le razze.Anche il camaleonte è lunare, perchè cambia secondo il segno in cui si trova. Sono altresì lunari le scrofe, le cerve, le capre e quegli animali che osservano e seguono i moti della luna, come il cinocefalo e la pantera. Si dice che quest’ultima abbia sulla spalla una macchia simile alla luna, che si dilata e si restringe a seconda delle fasi lunari. Sono lunari i gatti, che dilatano e restringono la pupilla; il sangue dei mestrui, che s’accompagna al ciclo della luna e con cui i magi operano prodigi o cose mostruose; la iena che cambia di sesso e che è soggetta ai veleni e tutti quegli animali che si chiamano anfibi, perchè possono soggiornare tanto sulla terra che nell’acqua, come il castoro e la lontra, nonchè quelli che Si cibano di pesci. Inoltre gli animali mostruosi e quelli generati da sconosciute semenze, come i topi, che nascono dalla putredine del suolo.Tra gli uccelli sono lunari le oche, le anitre, i tuffatori, gli acquatici, quelli che Si cibano di pesci, quelli che si generano ambiguamente, come le mosche e le vespe, nate dalle carcasse equine, le api, che nascono dalla corruzione e dalla putredine dei bovini, i moscerini dal vino guasto, lo scarafaggio dalle carogne asinine. Soprattutto è lunare questo ultimo che è munito di due corna e che viene chiamato tauriforme. Esso sotterra una pallottolina durante i ventotto giorni in cui la luna compie il giro dello zodiaco e nel ventinovesimo, nella congiunzione dei luminari, la dissotterra e la getta nell’acqua, facendo schiudere così i suoi piccoli.Tra i pesci il gatto di mare, dagli occhi mutevoli col mutar della luna, e tutti quelli che seguono i movimenti della luna, come la torpedine, la remora, il granchio, l’ostrica, i conchigliacei e le rane.

Delle cose che dipendono da Saturno.Tra gli elementi sono saturniani la terra e l’acqua; tra gli umori la bile nera, tanto naturale che provocata, eccetto quella ben riscaldata e bruciata; tra i sapori quelli acidi e acri e quelli pesanti e grossolani. Tra i metalli il piombo e l’oro, sotto il rapporto della pesantezza, e la marcassite d’oro; tra le pietre la corniola, lo zaffiro, il diaspro bruno, la calcedonia, il magnete etutte le cose terrestri oscure e pesanti.Tra le piante l’asfodelo, la serpentaria, la ruta, il cimino, l’elleboro, il benzoino, la mandragora, il papavero; quelle che stordiscono e che non sono germinate; quelle che non danno frutto, quelle che producono radici foglie rami frutti neri, come il fico nero il pino e il cipresso; tutti gli alberi dannosi, contorti, amari, dall’odore violento, dall’ombra ingrata, dalle resine acri, privi di frutto, di lunga vita; quelle funeste e consacrate a Plutone, come il sedano, di cui gli antichi usavano cingere le sepolture prima di deporvi gli estinti e che perciò non imbandivano sulle loro mense, perchè è triste e non si conviene al tripudiare.Tra gli animali quelli che strisciano, i solitari, i notturni, i tristi, i contemplativi, i selvaggi, i timidi, quelli lenti a muoversi, i laboriosi, gl’immondi nel vitto e che divorano la loro prole, come la talpa, l’asino, il lupo, la lepre, il mulo, il gatto, il cammello, l’orso, il maiale, la scimmia, il drago, il basilisco, il rospo, tutti i serpenti, lo scorpione, la formica e tutti quelli generati dal putridume così in terra che nelle acque e tra le rovine, come i topi e diverse specie di vermi.Tra gli uccelli sono saturniani quelli dal collo lungo e dalla voce grossa, come la gru, lo struzzo e il pavone consacrato a Saturno e a Giunone, nonchè il gufo, la civetta, il pipistrello, l’upupa, il corvo e l’orige. Tra i pesci l’anguilla che vive solitaria, lacivetta, che preda i topi e i cagnolini e che divora i suoi piccoli. Inoltre le tartarughe, le ostriche, i conchigliacei, le spugne.

Delle cose che dipendono da Giove.Tra gli elementi dipende da Giove l’aria; tra gli umori il sangue, lo spirito vitale e quelli che prolungano conservano e consolidano la vitalità  e la vegetazione; tra i sapori tutti quelli dolci e gradevoli. Tra i metalli lo stagno l’argento e l’oro per la sua temperanza; tra le pietre il giacinto, il berillo, lo zaffiro, la tuthia, lo smeraldo, il diaspro verde e in generale tutte quelle di color verde e celeste.Tra le piante la barba di Giove; il confetto equino, la buglossa, la noce moscata, il frumento, la menta, il mastice, l’inula campana,, la viola, il loglio, il giusquiamo e gli alberi fausti, quali la quercia, il rovere, il leccio, il faggio, il nocciuolo, il pioppo, il sorbo, il fico bianco, il pero, il melo, la vite, il susino, il frassino, l’olivo e l’olio e inoltre le biade, l’orzo, la liquerizia, lo zucchero e tutte le cose dal gusto dolce e fine, quali le noci, le mandorle, i pignuoli, le nocciuole, i pistacchi, le radici di peonia, il rabarbaro e la manna. Orfeo gli attribuisce anche lo storace. Tra gli animali quelli che non mancano di dignità  e di saggezza e quelli mansueti e docili, come il cervo, il toro l’elefante, la pecora e l’agnello. Tra gli uccelli quelli di complessione temperata, quali i polli, la pernice, il fagiano, la rondine, il pellicano la cucupha e la cicogna, che sono assai sensibili e riconoscenti. E gli è anche consacrata l’aquila, che è incisa sulle imprese dei re e che è il simbolo della giustizia e della clemenza.Tra i pesci il delfino, l’anchia e una specie di grosso pesce del Nilo, detto filurus, a cagione della loro mansuetudine.

Delle cose che dipendono da Marte.Tra gli elementi il fuoco e tutto ciò che ha calore e che è ardente o bruciante; tra gli umori la collera. Tra i sapori quelli amari, gli acri, quelli che fanno bruciare la lingua e quelli che si qualificano lacrimosi.Tra i metalli il ferro, il rame rosso e quanto contiene fuoco e zolfo; tra le pietre il diamante, il magnete, la sanguinaria, tutte le specie di diaspro e l’ametista.Tra le piante l’elleboro, l’aglio, l’euforbia, la cartabana, il navone, la rapa, il piccolo lauro, la scamonea; tutte quelle nocive per eccedenza di calore, o spinose, o dannose alla pelle, come il cardo, la fiammula e l’ortica; tutte quelle che fanno lacrimare nel mangiarle, come la cipolla, lo scalogno, il porro, la senape e infine gli alberi spinosi e il corniolo che è consacrato a Marte.Tra gli animali quelli bellicosì, rapaci, arditi e d’immaginazione ardente, come il cavallo, il mulo, il becco, il lupo, il leopardo, l’asino selvatico, i serpenti e i draghi velenosi e tutti quelli che riescono molesti all’uomo, quali la pulce, la mosca, il cinocefalo, o scimmia a testa di cane, pel suo carattere irritabile. Tutti gli uccelli da preda che si cibano di carne e rodono le ossa, come l’aquila, il falco, lo sparviero e l’avvoltoio; tutti gli uccelli crudeli e selvaggi, come la civetta, la nottola, i tinnunculi, i falchi, e tutti quelli voraci e dalla voce stridula rude e strozzata, come il corvo, la cornacchia e la gazza, che è particolarmente consacrata a Marte.Tra i pesci il luccio, il barbio, la pastinaca e quelli chiamati ariete, becco, lupo e glauco, che sono rapaci e famelici.

Delle cose che dipendono da VenereTra gli elementi dipendono da Venere l’aria e l’acqua; tra gli umori la pituita, il sangue, lo spirito e la semente genitale; tra i sapori il dolce, l’untuoso e l’aggradevole.Tra i metalli l’argento e il rame giallo e rosso; tra le pietre il berillo, il crisolito, lo smeraldo, lo zaffiro, il diaspro verde, la corniola, l’aetite, il lapislazzuli, il corallo e tutte quelle belle cangianti e di colore bianco e verde.Tra le piante la violetta, la verbena, il capelvenere, la valeriana, detta in arabo phu, il timo, il ladanum, l’ambra, il muschio, il sandalo, il coriandolo e tutte quelle dolci profumate e aggradevoli, quali le pere, i fichi e gli aranci, di cui i poeti dicono Venere aver seminato il primo esemplare a Cipro. Inoltre le sono consacrate le rose mattutine e il mirto serotino.Tra gli animali quelli lussuriosi, come il gatto, il coniglio, le pecore, la capra, e specie il becco di cui si dice che incominci a darsi al coito sin dal settimo giorno dopo la nascita, il tordo per la Sua magnificenza, e il vitello per la sua lascivia.Tra gli uccelli il cigno, la rondine, il pellicano, la chenalopex o oca selvatica, i quali amano assai i loro piccoli; il corvo, la colomba che è consacrata a Venere, la tortora di cui un tempo si ordinava il sacrificio per purificarsi dopo il parto, il passero anch’esso consacrato a Venere, e che la legge ordinava somministrare per mondare dalla lebbra, male dipendente da Marte, essendosi riconosciuto come il rimedio più acconcio. Gli egiziani riconoscono anche l’aquila come soggetta a Venere pel suo calore, che la sospinge inesausta verso il maschio.Tra i pesci Venere domina la gru, assai lasciva, il cancharus che si batte per la sua compagna, il titimallo per la, dolcezza del suo odore, gli scari salacissimi, i merli che si battono per amore del feto.

Delle cose che dipendono da MercurioTra gli elementi è mercuriana l’acqua che trascina confusamente ed agita cose disparate; tra gli umori sono specialmente dominati da Mercurio quelli misti, nonchè lo spirito animale e ugualmente tra i sapori quelli strani e composti.Tra i metalli gli appartengono l’argento vivo, lo stagno e la marcassite argentea. Tra le pietre lo smeraldo, l’agata, il porfido, il topazio, quelle variegate, quelle che hanno naturalmente aspetti diversi, quelle artificiali, come il vetro, e quelle miste di verde e di giallo.Tra le piante il nocciuolo, il pentafillo, la mercorella, la pimpinella, la maggiorana, il prezzemolo e quelle che più hanno le foglie corte e strette, nature miste e colori differenti.Tra gli animali, quelli scaltri, svegli, astuti, atti alla corsa e a contatto con l’uomo, come i cani, le scimmie, le volpi, le donnole, il cervo e il mulo, nonchè quelli ermafroditi e che cangiano volta a volta di sesso, come la lepre, la iena e simili. Tra gli uccelli quelli naturalmente ingegnosi, dalla voce musicale, e versatili, quali il cardellino, il beccafico, il merlo, il tordo, l’allodola, l’usignuolo, la calandra, il pappagallo, la gazza, l’ibis, il porfirione e lo scarafaggio unicorno. Tra i pesci il trochus, chesi feconda da sè stesso; il polypus, fraudolento e che cangia di colore, la pastinaca a causa della sua industriosità , e il muggine che con la sua coda strappa l’esca dall’amo.

Delle cose che dipendono dai segni e dalle stelle fisse e dalle loro immagini e rassomiglianze.Le stelle fisse governano le loro immagini terrestri e perciò l’Ariete celeste governa quello terrestre, il Cancro i gamberi, il Toro celeste il toro e il bue terrestre, il Leone i leoni, la Vergine le vergini, lo Scorpione gli scorpioni, il Capricorno le capre, il Sagittario i cavalli, i Pesci gli animali acquatici. Così pure l’Orsa celeste presiede agli orsi, l’Idra ai serpenti e la costellazione del Cane ai cani.Apuleio attribuisce ai segni e ai pianeti certe erbe particolari; per esempio all’Ariete la salvia, al Toro la verbena maschile, ai Gemelli la verbena femina, al Cancro la bugola o erba mora, al Leone il ciclamino, alla Vergine il puleggio selvatico, alla Bilancia il girasole, allo Scorpione l’artemisia, al Sagittario l’anagallide, al Capricorno il lapazio, all’Acquario la serpentaria, ai Pesci l’erba saracena, a Saturno il semprevivo, a Giove l’agrifoglio, a Marte il peceudano, al Sole l’eliotropio, a Venere il capelvenere, a Mercurio il verbasco, alla Luna l’agloofotide. Ma Ermete, confortato da Alberto il Grande, dà  a Saturno l’asfodelo, a Giove il giusquiamo, a Marte la piantaggine, al Sole la poligonia, a Venere la verbena, a Mercurio il pentafillo, alla Luna la chinostate. Noi conosciamo per esperienza che gli asparagi sono soggetti all’Ariete e il basilico allo Scorpione.Inoltre, secondo la dottrina d’Ermete e di Thebith, menzionerò qui alcuna delle maggiori stelle, di cui la prima, Algol, presiede tra le pietre al diamante e tra le piante all’elleboro nero e all’artemisia. Seguono le Pleiadi che presiedono tra le pietre al quarzo e tra le piante all’erba diacedon all’incenso e al finocchio e inoltre hanno dominio sul mercurio. La terza,, Aldebaran, ha sotto di sè il brillante e il rubino e tra le piante l’erba titimala e il caprifoglio. La quarta si chiama il Caprone e tra le pietre ha lo zaffiro e tra le piante il marrobbio, la menta, l’artemisia e la mandragora. La quinta, il Cane maggiore, governa il berillofra le pietre e fra le piante l’erba Savina l’artemisia e la serpentina. La sesta, il Cane minore, ha come pietra l’agata e fra le piante il girasole e il fiore del puleggio. La settima, il cuore del Leone, fra le pietre ha la granata e fra le piante la celidonia l’artemisia e il mastice. La ottava, la coda dell’Orsa maggiore, ha come pietra il magnete, come piante la cicoria, che volge a settentrione i fiori e le foglie, l’artemisia e il fiore di pervinca e fra gli animali il dente del lupo. La nona si chiama l’ala del Corvo e fra le pietre ha la corniola nera, fra le piante l’acetosa, il quadragenum, il giusquiamo e fra gli animali la lingua della rana. La decima, la Spiga, governa lo smeraldo e tra le piante la salvia, il trifoglio, la pervinca, l’artemisia e la mandragola. La undicesima si chiama Alchamech e presiede tra le pietre al diaspro e tra le piante alla piantaggine. La dodicesima, Elpheia, ha come pietra il topazio e come piante il rosmarino, il trifoglio e l’edera. La tredicesima si chiama il cuore dello Scorpione e domina tra le pietre la sardonica e l’ametista e tra le piante l’erba saracena e lo zafferano. La quattordicesima, l’Avvoltoio cadente, governa fra le pietre il crisolito e fra le piante la serretta. La quindicesima, la coda del Capricorno, ha fra le pietre la calcedonia e fra le piante la maggiorana, l’artemisia, la valeriana, un’erba simile al puleggio e la radice della mandragora.Bisogna inoltre sapere che le cose, pietre piante animali o altro, non sono governate da un solo astro, ma spesso ricevono l’influenza di più astri, non tanto singolarmente quanto congiuntamente. Così tra le pietre la Calcedonia è soggetta a Saturno e Mercurio, con la coda dello Scorpione e del Capricorno; lo zaffiro a Giove e a Saturno Con la stella Alhayoth; la, tuthia a Giove al Sole e alla Luna; lo smeraldo a Giove a Venere e a Mercurio con la Spiga; l’ametista, secondo Ermete, a Marte a Giove e al Cuore dello Scorpione; il diaspro a Marte a Giove e alla stella Alchamech; il crisolito al Sole a Venere e a Mercurio con l’Avvoltoio cadente; il topazio al Sole e a Elpheia; il diamante a Marte e ad Algol. Tra i vegetali la serpentaria è sottomessa a Saturno e al Serpentario celeste; il mastice e la menta a Giove e al Sole, ma il mastice si ricollega altresì al cuore del Leone e la menta al Caprone; l’elleboro a Marte e alla testa d’Algol; il muschio e il sandalo al Sole e a Venere; il coriandolo a Venere e a Saturno, ai quali è consacrato. Tra gli animali infine il vitello marino è soggetto al Sole e a Giove; la volpe e la scimmia a Saturno e a Mercurio; i cani domestici a Mercurio e alla Luna.

Delle impronte e dei caratteri delle cose naturali.Tutti gli astri possiedono una loro natura particolare e proprietà  caratteristiche che riverberano e improntano sui corpi inferiori, sugli elementi, sulle pietre, sulle piante, sugli animali. Perciò ogni cosa riceve una impronta speciale, a seconda della propria disposizione armonica, dalla stella che la irradia, la quale le conferisce un carattere che la ricorda e la virtù ch’essa acquista in tal modo è differente in genere in ispecie e in numero dalla natura sua propria. Ogni cosa pertanto ha un suo carattere, derivato dalle influenze degli astri e specialmente di quell’astro che predomina in essa e i vari caratteri contengono eritengono le varie virtù stellari, riverberandoli a loro volta sulle altre cose su cui si riflettono. Perciò è dato attrarre le influenze superiori, sia con le stelle fisse che coi pianeti e coi segni e con le loro immagini, usando materie adatte, scegliendo il tempo propizio e mettendo in opera il cerimoniale conveniente.Gli antichi sapienti, che si sono a lungo occupati a ricercare le condizioni occulte delle cose, hanno osservato gli aspetti, le figure, i segni, i sigilli e i caratteri degli astri, cose tutte che la natura stessa ha impresso sulle cose di quaggiù, alcune sulle pietre, altre sulle piante e sulle giunture dei ramoscelli, altre sulle differenti membra degli animali. Infatti l’alloro, il giuggiolo il girasole e tutte le piante solari mostrano i caratteri del sole nelle loro radici e nella struttura dei nodi. Io stesso si riscontra nelle ossa e nelle spatule degli animali, donde ha avuto origine la divinazione spatulare. Anche nelle pietre è dato ritrovare i caratteri e le immagini dei corpi celesti; ma siccome fra tanta diversità  di cose non sarebbe possibile enunciare sicuri principi scientifici, tralasceremo di parlare dei segni che si possono riscontrare sulle altre cose, per soffermarci a esaminare quelli relativi alla natura umana, immagine perfetta e completa che rispecchia in sè tutto l’universo e che contiene tutta l’armonia celeste, in cui senza dubbio ci sarà  dato trovare tutti i segni e tutti i caratteri di tutte le stelle e in modo tanto più efficace, quanto meno essi sono lontani dalla natura celeste.Siccome però il numero delle stelle non è conosciuto che da Dio, lo stesso dovrà  dirsi dei loro segni, nonchè dei loro effetti sulle cose di quaggiù e perciò nessun intelletto umano potrebbe approfondirvisi e per conseguenza ancora poche cose sono state acquisite per ragionamento o per esperienza dagli antichi filosofi e chiromanti e molti tesori naturali rimangono ignorati. Ciò premesso, noi qui trascriveremo solo i segni e i caratteri d’alcun pianeta, conosciuti dagli antichi chiromanti attraverso la mano dell’uomo. Giuliano li chiama lettere sacre o divine, perchè, secondo le Sacre Scritture, è detto che la vita degli uomini è impressa sulle loro mani e queste sono simili presso tutti i popoli, qualunque lingua essi parlino. Tali caratteri sono tanti, che gli antichi e i moderni chiromanti ne hanno riempito parecchi volumi. Basterà  mostrare qui l’origine dei caratteri naturali e indicare in quali cose sia dato ritrovarli

Ecco, nella tavola, i grafici dei caratteri sacri o divini, ossia le lettere o caratteri dei sette pianeti.

Lettere o caratteri di Saturno.Lettere o caratteri di Giove

Lettere o caratteri di MarteLettere o caratteri del Sole

Lettere o caratteri di Venere.

Lettere o caratteri di Mercurio

Lettere o caratteri della Luna.

Come si possano attrarre le influenze e i poteri dei corpi celesti a mezzo delle cose naturali.Volendo conoscere la forza o la proprietà  d’alcuna stella bisognerà  servirsi delle cose che le si riferiscono e che ricevono la sua influenza e come con la pece con lo zolfo e con l’olio si prepara il legno a ricevere la fiamma, Così impiegando cose conformi all’operazione e alla stella, si può constatare come un beneficio particolare si riverberi sulla materia acconciamente disposta a mezzo dell’anima del mondo. Dico acconciamente, perchè occorre che la materia impiegata sia in armonia con le sue qualità  naturali e tali qualità  sono tanto delicate e imponderabili, che solo con gran pena si riesce a compiere un’opera perfetta col loro mezzo.Masticando un granello di senape, si avverte un sapore penetrante e forte, che fa spuntare le lacrime agli occhi; il calore delfuoco fa apparire quanto si è scritto con latte o con succo di cipolla; le lettere tracciate sulla pietra con grasso di becco, totalmente invisibili compaiono come scolpite quando s’immerge la pietra nell’aceto. In tal modo l’armonia celeste mostra la virtù nascosta nella materia, l’eccita, la fortifica e per così dire, dallo stato di potenza la riduce ad atteggiamento quando le cose sieno esposte vantaggiosamente e nel tempo opportuno ai corpi celesti. Quando per esempio si vuol trarre qualche virtù dal Sole, bisogna cercare alcunchè di solare tra le piante, i metalli, le pietre e gli animali e particolarmente ciò che fra tali cose sia superiore nell’ordine solare. Così, a mezzo dello spirito del mondo, si ritrarranno maggiori benefizi dal Sole.Dei miscugli delle cose naturali e della loto utilità .Noi sappiamo che la natura delle cose terrene non comprende in ciascun corpo tutte le qualità  dei corpi celesti, disseminate invece in ispecie diverse, essendovi, per esempio, più cose solari di cui ciascuna non comprende tutti i poteri del Sole. Perciò talora è necessario nelle operazioni ricorrere a mescolanze, in modo che se il Sole avesse disseminato cento o mille sue virtù fra altrettante piante, animali, o simili, ci converrebbe raccogliere tutte queste cose e mescolarle per poter sfruttare efficacemente l’unione di tante virtù.Nei miscugli v’hanno due sorta di poteri; l’uno proprio delle singole parti, che è celeste, l’altro acquisito artificialmente per la riunione e il dosaggio effettuati in concordanza col cielo sotto una data costellazione. Quest’ultimo potere procede dal rapporto mutuo, dalla rassomiglianza delle singole cose con le superiori o celesti, dalla consonanza del soggetto che riceve con quello che agisce. Così da una data miscela di erbe di vapori e simili, risulta un corpo composto in modo fisico e astronomico, che possiede molte delle proprietà  positive ricevute dagli astri, come il miele nelle api, che proviene da svariati succhi di fiori e che è ridotto in una forma che ne contiene tutte le virtù mercè un’operazione ammirabile e un certo artificio quasi divino. Nè è meno ammirabile ciò che dice Eudosso di Gnido del miele artificiale, preparato in Libia da un popolo di giganti e per nulla diverso da quello delle api. Perchè ogni mescolanza è perfettissima, quando la riunione delle singole parti sia fatta in modo da ottenere un tutto non facilmente Scindibile, come possiamo constatare nelle pietre e in corpi differenti composti e riuniti talora da una certa forza naturale, in modo che sembrano formare un unico corpo. Come constatiamo di due alberi innestati assieme e delle ostriche unite con le pietre da una certa virtù segreta della natura. Si sono visti infatti animali cangiarsi in pietra e talmente unirsi alla sostanza della pietra, da non formare più con essa che un sol corpo omogeneo. E l’ebano, tra le piante, oraè legno, ora è pietra.Perciò i miscugli fatti sotto le influenze celesti, per la varietà  delle azioni superiori e per la possanza naturale, producono risultati meravigliosi, come è degli unguenti, dei colliri, delle fumigazioni, e simili, di cui troviamo menzione nei libri di Chiramide, d’Archita, di Democrito e di parecchi altri autori, non escluso Ermete nel volume intitolato Alchorat.

 

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