La Chiave di Salomone e gli Influssi dei pianeti

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La Chiave di Salomone si dilunga nel descrivere i data astrologici relativi alla scelta dei giorni e le ore nel quali devono essere eseguiti i vari generi di rituali. L’autore del testo considera evidentemente che tutti coloro che nutrono interesse per le scienze occulte debbono avere sufficiente conoscenza dell’Astrologia per essere in grado di determinate i giorni e le ore dei pianeti. Tuttavia i concetti e le terminologie delle operazioni astrologiche considerate da Salomone sono completamente estranei al lettore moderno, e riprodurle integralmente sarebbe del tutto inutile. Nell’Appendice I sono stati perciò aggiornati e semplificati i calcoli, del resto abbastanza elementari, necessari per determinare il momento più favorevole per eseguire un rito magico. Nella Chiave, e così in tutti gli altri Grimori antichi, si raccomanda di scegliere con la massima attenzione la data e l’ora per qualsiasi operazione magica. Un errore può avere come conseguenza il fallimento dell’impresa, e nel caso dei rituali per le Evocazioni o per le opere di odio, morte, ecc., anche gravi danni per l’operatore. Prima di determinare giorno ed ora corretti il mago deve aver presente ciò che sta per compiere e quindi stabilire quale pianeta governa quel tipo di operazione.

Salomone fornisce il seguente catalogo di dati:PIANETA E TIPO DI OPERAZIONE

Saturno Salva dall’Abisso. Operazioni per il bene ed il male connesse con edifici; far sì che gli spiriti familiari parlino a qualcuno nel sonno; fortuna e disastro negli affari, le pro-prietà , i beni connessi con la terra; ottenere sapienza, conoscenza delle cose nascoste; opere d’odio, morte e disastro.

Giove Onori e ricchezze; amicizia, salute fisica; i desideri più vivi.

Marte Guerra, successi militari; coraggio; distruzione; opere di disarmonia, strage, morte e sofferenza; fortuna in questioni militari.

Sole Denaro, speranza, sortilegi; operazioni per ottenere l’appoggio di principi e potenti; contro l’ostilità  e per favorite I’amicizia.

Venere Amore, socievolezza, viaggi, gentilezza e piacere.

Mercurio Eloquenza, affari; arti e scienze; meraviglie e scongiuri, predizioni; per evitare i furti, proteggere i beni e le mercanzie; operazioni riguardanti gli inganni.Luna Viaggi, traversate, amore e riconciliazione, messaggi. Furti (Luna nuova), visioni, acqua.

Influenza delle Ore

1. Ore di Saturno, & Marte e della Luna. Evocare gli spiriti, opere di odio e inimicizia.

2. Ore di Mercurio: Giochi, scherzi, passatempi, scoperta dei furti con l’aiuto degli spiriti.

3. Ore di Marte: Evocare le anime dall’Inferno, in particolare quelle di soldati uccisi in battaglia.

4. Ore di Giove e del Sole: Opere di invisibilità , amore e benessere, e tutti gli esperirnenti inconsueti.

Segni e pianeti da considerare per gli effetti magici

Gli Effetti della Luna.

Gli sforzi costruttivi devono essere fatti quando la Luna è nuova.

Discordia e Odio hanno successo con la Luna calante.

Invisibilità  e Morte solo quando la Luna e quasi del tutto oscurata.

I Segni Zodiacali della Luna nelle operazioni magiche:

La Luna deve essere nel Toro, nella Vergine o nel Capricorno (cioè nei Segni di Terra) per gli Effetti Soprannaturali. Per le operazioni di Amore, Amicizia o Invisibilità  la Luna deve essere in uno dei Segni di Fuoco: Ariete, Leone o Sagittario.

Odio e Discordia si devono cercare quando la Luna
è in un Segno d’Acqua: Cancro, Scorpione, o Pesci. Tutte le

Operazioni Insolite devono essere previste per giorni in cui la Luna
occupa un Segno d’Aria: Gemelli, Bilancia o Acquario.

Un’aggiunta ai dati riportati da Salomone può essere la tabella dei giorni fausti e infausti di ogni mese che riporta il Grand Grimoire. Inutile dire che i giorni infausti devono essere evitati per ogni tipo di operazione magica, e in particolare per i Rituali delle Evocazioni.

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PIANETI CHE GOVERNANO I GIORNI DELLA SETTIMANA

Lunedì è sotto la Luna Martedì è sotto
Marte Mercoledi è sotto Mercurio Glovedì è sotto Glove Venerdi
è sotto Venere Sabato è sotto Saturno Domenica è sotto il Sole.

PER CAPIRNE DI PIU SULLA CHIAVE DI SALOMONE

La Clavicula Salomonis è probabilmente il più celebre e allo stesso tempo il più temuto fra i testi di
Magia Rituale. Gli scrittori clericali vi si riferiscono costantemente come al
” Libro del Diavolo  ” L’inquisizione del 1559 la proibì come opera
pericolosa. Per secoli si sono intrecciate controversie sulla sua autenticità
e sulla effettiva esistenza di un originale ebraico, dal quale sarebbero
derivate tutte le versioni tardo-medievali. Solo di recente è stata fatta in
parte luce sulla questione. Sembra evidente oggi che la Clavicula esista, in una forma o nell’altra, dalla più remota antichità . Certe sue Parole Magiche, la disposizione di certi riti, indicano origini semitiche e babilonesi. Quasi certamente entrò nell’Europa Occidentale attraverso gli Gnostici, i Cabalisti e simili scuole magico-religiose. Non
possiamo essere sicuri, naturalmente, di quanta parte dell’opera, che conosciamo
attraverso diversi e non sempre concordanti manoscritti, sia originale, e di
quanto debba essere attribuito ad aggiunte posteriori. La questione tuttavia ha
importanza solo relativa. Nel considerare la  “originalità â€ dell’opera,
ci troviamo infatti subito di fronte a due interrogativi di non facile risposta:
l’opera ha effettivamente avuto un solo autore, e questo era davvero il biblico
Re Salomone, figlio di Davide? In secondo luogo, siamo portati a chiederci: se i
rituali sono veri,  ” funzionano ” effettivamente? Questo tipo di studio
tuttavia oltrepassa i limiti del nostro lavoro. Le contese nate in genere intomo alla Cbiave si sono, fino ad oggi, limitate a critiche fondate su basi piuttosto vaghe: come vago, del resto, è tutto ciò che riguarda la magia. Uno scrittore afferma che il libro non può essere opera di Re Salomone, in quanto questi fu un uomo buono. Si puo
rispondere, come farebbe un occultista, e non senza ragione, che la Bibbia
racconta come Salomone cedette alle tentazioni e cadde in peccato. Inoltre, i
religiosi ortodossi hanno lottato contro il contenuto del libro (se non contro
la sua autenticità ) a causa del suo reputato carattere  ” diabolico
” Gli occultisti occidentali hanno contrattaccato con la tesi che il contenuto
diabolico è un’aggiunta posteriore, e non appartiene all’opera originale, nella
quale si manifesta, essi dicono, null’altro che il puro spirito dell’Alta Magia
operante attraverso la Forza Divina. In Europa, la Chiave è conosciuta attraverso copie manoscritte sepolte nelle grandi biblioteche di Londra, Parigi ed altre città . II più antico di questi testi, in greco, risale al dodicesimo o tredicesimo secolo: è conservato nel British Museum,
ma non è ammesso alla pubblica consultazione. La prima versione a stampa apparve
a Roma nel 1629; come le altre che seguirono, è tuttavia incompleta e di scarsa
attendibilità . Più interessanti sono i manoscritti, di cui si conserva un buon
numero: in essi però il testo, i diagrammi, la loro disposizione e sequenze
differiscono a volte notevolmente da copia a copia. Le lingue in cui
generalmente si trova la Chiave sono il francese e il latino, e molte delle
versioni risalgono al diciottesimo secolo. Ma per provare che la Chiave, o
qualcosa di molto simile ad essa, è esistita probabilmente per più di duemila
anni, dobbiamo risalire ancora indietro nel tempo. Nel primo secolo dell’era cristiana lo storico ebreo Giuseppe Flavio fa riferimento ad un libro di incantesimi per evocare gli spiriti maligni che veniva attribuito al Re biblico. Con il suo aiuto, il mago Eleazar
l’Ebreo esorcizzò i demoni in presenza dell’Imperatore Vespasiano, comandandoli
con l’Anello di Salomone, ben noto a chi ha letto le famose Mille e una notte. Di un simile trattato sui demoni, attribuito allo stesso autore, parla ancora, quasi dieci secoli piu tardi, lo storico greco Michele Psello. Piu tardi, il Grande Alberto, testo di magia naturale attribuito dalla tradizione al filosofo Alberto Magno (1193-1280), riporta citazioni da un certo Aronne, che è certamente Aronne Isacco, mago di corte e interprete dell’Imperatore di Bisanzio Manuele I Ownneno (1143-1180). Questo Aronne possedeva (secondo un altro storico bizantino del tredicesimo secolo, Niceta Choniate)
un libro magico leggendo il quale “evocava legioni di demoni” . Tale volume era, con tutta probabilità , la Clavicula, il che dimostra come la diffusione di quest’ultima fosse continuata dal primo all’undicesimo secolo, anche se, insieme con gli altri Grimori
, non divenne largamente conosciuta in Occidente fino al secolo tredicesimo. Per riempire l’intervallo di quasi dieci secoli che si apre fra le notizie fornite da Giuseppe Flavio e quelle di Michele Psello,
occorre rifarsi alle tradizioni riportate nelle letterature orientali. Una versione del libro, reperibile nel MS n. 2350 della Bibliothèque de I’Arsenal,
contiene una prefazione molto antica, di probabile origine bizantina, che non si
trova in nessun altro testo. In essa si racconta che la Chiave doveva essere
sepolta con Salomone nella sua tomba; venne invece trasportata a Babilonia e
quindi diffusa da un principe di quel paese.”Tutte le cose create “debbono
obbedire ai suoi segreti. Torniamo per un attimo alle Mille e una Notte. Si ritiene che buona parte del materiale su cui si basano i suoi racconti provenga da fonti babilonesi molto antiche. Anche nel Corano sono presenti tracce delle tradizioni relative alle attività  magiche di Salomone, come vennero poi elaborate nella celebre raccolta di novelle. Su questa trama di leggende gli scrittori arabi dipinsero uno straordinario e multicolore affresco, narrando con grande libertà  immnaginativa
dei fasti e delle gesta del Re biblico. Seguendo a ritroso il filo conduttore
che lega le loro opere, si risale ad epoche assai remote. Questo fatto ha portato alla supposizione che la Chiave possa derivare da un corpo di tradizioni magiche usato (se non addirittura iniziato) da Salomone, che era, al suo tempo o immediatamente più tardi, diffuso tra i maghi del Mediterraneo Orientale. Tale ipotesi e interessante, in quanto suggerisce connessioni fra l’opera di Salomone e il corpo di rituali magici praticati nell’antico Egitto e attribuiti a Ermete Trismegisto. II termine
-ermetico- è tuttora usato per definire le opere alchimistiche o comunque
segrete. Nella critica e nella storiografia è spesso nata confusione per il fatto che diversi libri sono stati in tempi diversi diffusi sotto il titolo generale della Chiave di Salomone. Ad esempio, la Clef du Rabbi Solomon è un’opera del tutto differente, che tratta dei talismani planetari. Pud tuttavia derivare in parte dalla Clavicula. Oltre a quest’ultima, altri due documenti vengono attribuiti dalla tradizione al Re biblico: il Lemegeton,
detto anche Piccola Chiave o Chiave Minore, che tratta dell’evocazione e dei
poteri degli spiriti ultraterreni; e il Testamento di Salomone, nel quale si
racconta come questi entrò in contatto con i geni che in seguito riuscì a
dominare, come ottenne la loro obbedienza, e quale fu la sua caduta.

 

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