Il Simbolismo del Pesci

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Tre coppie di pesci raffigurano i tre decani dell’ultimo segno dello zodiaco. Ognuna di esse simboleggia, a suo modo, l’ambivalenza propria di questo segno pieno di sfumature.

Subito dopo il segno dello Scorpione, quello dei Pesci gode di una pessima reputazione presso la maggior parte di noi. Si tratta certamente di luoghi comuni e di preconcetti diffusi in altri campi: l’astrologia non ha l’esclusività a tale riguardo. Comunque, il male ormai è fatto.
Cerchiamo di capire perché e come questo segno ha finito per ricevere tale discredito nella mente di chi, di solito, dell’astrologia conosce solo alcune caratteristiche dei 12 segni zodiacali , pescati in riviste che pubblicano articoli scritti più per compiacere e per aumentare la tiratura che con uno spirito di autenticità.

Tali pubblicazioni, cercando di preservare per quanto è loro possibile gli stereotipi in proposito, ci presentano i nativi dei Pesci come individui fragili, sensibili, fantasiosi, idealisti, mistici, poeti, tutte qualità che non si può dire favoriscano l’integrazione sociale e le capacità pratiche.
Rimettiamo quindi questo segno nello zodiaco, e cerchiamo di capire che non si tratta dell’ultimo segno zodiacale — perché in realtà, tranne che da un punto di vista cronologico stabilito simbolicamente dai nostri antenati, non vi è né primo né ultimo segno —, ma di quello che coincide con la fine
di un ciclo naturale e con l’annuncio di un ciclo nuovo.

 

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Forse questa è la sua funzione più importante. Come, seguendo il percorso del Matto attorno alla ruota della vita formata dai 21 arcani maggiori, vengono oltrepassate 21 porte — che sono altrettante tappe della sua realizzazio-ne personale —, muovendosi in quest’altra ruota rappresentata dallo zodiaco, si scopre, di nuovo, l’itinerario consigliato, o meglio obbligatorio, che conduce l’uomo o la donna sulla via di quella realizzazione personale che, in fin dei conti, è l’obiettivo di tutti.
Quindi, seguendo questo percorso, oltrepassiamo la soglia del Capricorno che, tradizionalmente, è stato battezzato come l’iniziatore del mondo.
Poi, ci troviamo nell’universo dell’Acquario, soprannominato il liberatore del mondo.
Infine entriamo nel segno dei Pesci, considerato dai nostri avi come il salvatore del mondo. In altre parole, potremmo dire che allo stadio del Capricorno, l’uomo diventa conoscenza e sapere, a quello dell’Acquario, si libera da tutte le sue dipendenze fisiche, morali, affettive, sociali e, infine, allo stadio dei Pesci, si salva, il che significa allo stesso tempo fuggire, evadere, uscire dal terreno dell’eterno ricominciare del ciclo delle rinascite e delle stagioni che ritma la vita sulla Terra.

 

I PESCI DEL PRIMO DECANO

dal 19 al 29 febbraio circa

 

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La prima coppia è costituita da due pesci simili in tutto. Ma, anche in questo caso, vedremo che tale situazione si ripeterà sempre nelle tre figure che rappresentano simbolicamente i tre decani del segno. Tuttavia, ciò che differenzia i due pesci di questo decano dalle altre due coppie, è prima di tutto la posizione in cui si trovano, l’uno rispetto all’altro. Il primo è perfettamente orizzontale, la testa volta a sinistra; il secondo sta al di sotto del primo, la testa e il corpo capovolti, come si trovassero a nuotare in mari o acque alle due estremità del mondo. Infatti, come abbiamo già precisato, anche se questi due pesci sono totalmente simili, non vi è alcun legame tra i due. Ma nulla ci impedisce d’immaginare che quello in alto potrebbe essere al posto dell’altro e viceversa.
Siamo veramente nell’universo della Lungimiranza, il nome di questo trentaquattresimo decano dello zodiaco? Sì, perché il nativo in questione è lucido e lungimirante, ma anche angosciato e disperato. Passa quindi da un estremo all’altro, senza transizione, a volte improvvisamente, da un istante all’altro…

 

 

I PESCI DEL SECONDO DECANO

dal 1 al 9 marzo circa

 

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Da un punto di vista figurativo, le nostre tre coppie di pesci si assomigliano. Infatti, ciò che li differenzia è la direzione che prendono nuotando e le posizioni in cui si trovano. elegante, come cesellata, con pinne ventrali e dorsali, e una pinna caudale ben sviluppate, ma che rimangono del tutto proporzionate rispetto al resto del corpo. Da questi si sprigiona una certa tranquillità venata di sicurezza, ma anche di eleganza e vigore allo stesso tempo, tutti elementi che fanno riferimento sia alla bellezza fisica sia a quella interiore. Naturalmente, questi due pesci sono uno al di sopra dell’altro. Quello superiore va verso sinistra, con il corpo ben retto. Una corda lo collega tramite la pinna caudale al suo consanguineo o fratello gemello, che, al di sotto, si dirige verso la direzione opposta. Quindi, ognuno sembra voler scegliere una via, mentre un legame li trattiene, li riunisce.
Tale legame, naturalmente, simboleggia quegli elementi sottili che collegano due tendenze apparentemente contraddittorie, ma in realtà complementari, all’interno del nativo di questo decano. Qui, il corpo e l’anima sono, se non in osmosi, almeno in rapporto costante l’uno con l’altra.

 

I PESCI DEL TERZO DECANO

dal 10 al 20 marzo circa

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I due pesci che raffigurano l’ultimo decano dello zodiaco sono tutta forza e movimento. I loro corpi sono naturalmente dotati di scaglie, ma questa volta più grosse, più evidenti. Le pinne dorsali, ventrali e caudali sembrano completamente schiacciate dai flutti. Comunque, è chiaro che se ne servono e che, nel momento in cui ci vengono mostrati, nuotano a grande velocità. Quello in alto non è più in posizione orizzontale, come nei due decani precedenti. Volto a destra, il suo corpo forma un angolo di 45° al di sopra dell’orizzonte. Si può immaginare che la sua testa, diretta verso il cielo. emerga dai flutti. Invece, il suo simile ha la testa volta verso il basso, con il corpo che forma un angolo di 45° al di sotto dell’orizzonte. Questo secondo pesce sta quindi tuffandosi nelle profondità. Il primo emerge, l’altro si immerge, ma sono collegati da una corda, di cui tengono entrambi un capo in bocca. In tal modo viene raffigurata l’ambivalenza che caratterizza spesso il nativo di questo decano. Infatti, quest’ultimo a volte aspira a uscire dall’ombra per esprimersi e mostrare ciò che prova e sente, a volte cerca di ritirarsi dal mondo, di immergersi in se stesso, di nuotare negli abissi dell’anima e della coscienza.

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