Il Simbolismo del Acquario

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Originalità, Ispirazione, Utopie, ecco le tre parole magiche dei 3 decani dell’Acquario, i cui simboli combinano il sogno con l’ambiguità, il realismo con l’immaginazione.

Nel termine “Acquario” alcuni hanno visto la semplice traduzione del greco hudrokoeus, ovvero “che versa dell’acqua”, e in seconda battuta “piovoso”. I filosofi si sono mostrati d’accordo nell’affermare che il periodo dell’anno corrispondente a questo segno è uno dei periodi di pioggia. Tuttavia, noi obiettiamo che la parola greca non poteva alludere a un tale periodo, perché nel mese di febbraio, in Grecia, sono piuttosto i venti freddi e non le piogge a scatenarsi. A maggior ragione, non dimentichiamo che lo zodiaco non è nato nella mente dei Greci bensì in quella dei Mesopotamici che vivevano in una regione dal clima molto diverso, dove possiamo benissimo immaginare che le piogge fossero rare, ma proprio per questo, rigeneranti e fecondatrici.


Peraltro, se ci si attiene all’etimologia del verbo “versare” si scopre che esso significa “girare” o “far girare” e che, in senso figurato, veniva usato per esprimere il fatto che si turbava la mente di qualcuno per fargli cambiare parere o per influenzarlo. Si può attribuire l’azione di rimestare ai movimenti del vento o dell’acqua: le pale di un mulino sono azionate dalla forza del vento e la sua ruota a pale da quella dell’acqua. Se risaliamo alle origini della parola latina versare, scopriamo una radice indoeuropea nella parola werte che, in sanscrito come in tedesco, significava: “girare, rigirare, rovesciare”, ma anche “girarsi, orientarsi” e ancora “cambiare”.
Si noti quale ricchezza di interpretazioni contenga il nome di questo undicesimo segno della zodiaco che unisce l’acqua al vento, cioè l’Acqua e l’Aria, due elementi primordiali che non si possono separare.

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Tali ricchezze e questa mescolanza, che danno vita a qualcosa di singolare e rimandano a considerazioni del tutto originali e non convenzionali, sono onnipresenti nei simboli dei 3 decani di questo segno.

 

L’ACQUARIO DEL PRIMO DECANO
dal 20 al 30gennaio circa

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Questo decano ha nome Originalità. Il suo governatore è Venere. Non stupiamoci dunque che il “versatore d’acqua” che rappresenta i primi 10 gradi di questo segno sia un personaggio dotato di una certa grazia. E un giovane uomo che ha qualcosa di effeminato, sia nell’ atteggiamento sia nel fisico. Si potrebbe quasi credere che si tratti di un essere dal carattere angelico. Nonostante ciò, si tratta proprio di un giovane uomo.Egli sta in piedi, la gamba destra in avanti, il piede destro posato a terra, il ginocchio destro solo leggermente piegato, mentre la gamba sinistra è più arretrata, la del piede sinistro ben piantata a terra,ma col tallone sollevatoe il ginocchio sinistro nettamente piegato. E vestito un po’ come un paggio medievale e porta sulle spalle una cappa che scende fino a metà del corpo, svolazzando al vento dietro di lui. Il busto è un po’ proteso in avanti. Nella mano sinistra tiene una brocca d’acqua per il manico, l’imboccatura verso il basso, e ne versa il contenuto in una bacinella già riempita d’acqua. Come si può vedere, sia il vento sia l’acqua sono presenti in questa immagine, dove il primo viene suggerito dal movimento della cappa e capigliatura scarmigliata, la seconda, naturalmente, dal fiotto che scorre dalla brocca rovesciata,ha posato la sua mano destra sul dell’anfora sulla quale il suo sguardo fisso sembra concentrato, indifferente a tutto quello che potrebbe capitargli intorno. In effetti, non dimentichiamo che il primo incontestato governatore del segno dell’Acquario è Saturno. In questo caso, dunque, il potere di concentrazione, la capacità di fissare l’attenzione rivestono grande importanza. Ma perché allora versa l’acqua da una brocca in una bacinella che contiene già dell’acqua e che è posata in terra? Perché, simbolicamente, sono i suoi pensieri originali e i suoi sentimenti singolari che egli in tal modo rovescia, rimescola e fa girare, ma che non vuole disperdere. nella bacinella, l’acqua dei suoi pensieri, idee e sentimenti viene conservata e non rischia di perdersi. E così che il nativo di questo primo decano spesso si distingue per il suo pragmatismo.

L’ACQUARIO DEL SECONDO DECANO
dal 31 gennaio all’8 febbraio circa

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In questo caso ci troviamo in un universo meno ambiguo ripunta l’aspetto a quello del primo decano ma altrettanto intenso e più primitivo. Il personaggio che rappresenta questo secondo decano è in piedi anche lui, ma è completamente nudo .E nudo come un uomo preistorico. Effettivamente, pur se il suo corpo fa pensare a quello di un bambino cresciuto troppo in fretta, o anche a quello di un adulto un po’ deforme che  abbia conservato le rotondità del corpo di bambino, è ricoperto da un denso vello di peli nell’incavo delle braccia, sul busto e sulle cosce. Ci fa pensare anche a un essere i cui istinti sono ancora molto vivi, presso il quale l’animalità affiora sempre. La sua capigliatura, anch’essa molto folta, è irsuta e svolazza al vento. Nella mano destra, che si trova all’altezza del volto, tiene una coppa rovesciata, dalla quale scorre a fiotti un’acqua che fa pensare a quella di un fiume che scorre sinuoso in fondo a una valle. In realtà, si intuisce che quest’acqua rovesciata viene agitata dal vento e questo spiega le sue ondulazioni. E aspetto primitivo del personaggio che qui appare, dal quale emana un insieme di brutalità e di dolcezza, è tipico della Luna nera, che governa questo decano. Quanto all’acqua ondeggiante per effetto del vento, essa allude alle qualità di ispirazione e di divinazione che vengono attribuite a questo decano.
L’ACQUARIO DEL TERZO DECANO
dal 9 al 18 febbraio circa

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La nostra ultima figura è quella che abbiamo l’abitudine di mettere per prima, quando si parla del segno dell’Acquario. E un personaggio che ha il ginocchio destro appoggiato per terra, il piede sinistro ancorato al suolo e la gamba sinistra piegata. Sta in questa posizione al bordo di un fiume tumultuoso. Sostiene e circonda con le sue possenti braccia una pesante e imponente anfora appoggiata sulla spalla sinistra. Da essa scaturisce un grande fiotto d’acqua che dà l’impressione di essere senza fine e fa quindi ritenere che l’anfora in questione sembra senza fondo.
Viene spontaneo pensare al corno dell’abbondanza, alle infinite risorse dell’immaginazione e della psiche. Perché è proprio di ciò che si tratta in questo decano governato da Nettuno il quale sottolinea una grande ricchezza emozionale, grandi riserve di ispirazione. e inoltre un pullulare di sogni e di utopie delle quali gli uomini si nutrono per sperare, ma anche per credere ed evolvere. In effetti, fede e utopia in questo decano si ricongiungono.

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