Il Mito di Giove

13.gif

MESOPOTAMIA

Di nuovo, e in questa civilta – la cui ricchezza culturale e spirituale diede vita a numerosi miti, leggende e simboli, che si radicarono in modo cosi profondo nelle nostre coscienze, da sopravvivere ancora oggi – che si trova la piu perfetta, complessa, ma anche sor­ prendente rappresentazione di Giove che possiamo vedere, studiare, capire nello zodiaco.

Infatti, come abbiamo spesso sottolineato in queste pagine, l’astrologia che fu elaborata dai nostri antenati non deve nulla all’ influenza degli astri, e non si basa in nessun caso sulla loro esistenza fisica. Pertanto, i fautori delle scienze, dette fisiche e matematiche – per ignoranza, o per il desiderio di essere detentori di una verita assoluta, piu facile da dimostrare, piu immutabile e, quindi, certamente piu rassicurante -, sostengono che le forze e le leggi universali, a cui sono sottoposti gli astri, sono universali, che devono essere interpretate in termini d’irraggiamento e di attrazione gravitazionale e quindi, in nessun caso, in termini d’influenza o di esistenza individuali. Tali affermazioni rendono i concetti astrologici sorpassati e senza fondamento: questa e almeno l’impressione che se ne puo ricavare.In realta, non e cosi. Perche l’astrologo degno di questo no me non ha mai studiato Giove nello zodiaco del tema natale, ad esempio, dal punto di vista del suo irraggiamento.Ai suoi occhi, Giove e una rappresentazione simbolica di un elemento della personalita di un individuo, le cui caratteristiche sono riunite nell’astrodetto Giove. E per capirne tutta la ricchezza, tutta la complessita, tutta la valenza e i significati profondi, vi si ricollegano certi miti, leggende mito­ logiche, simboli e segni di riconoscimento, che formano insieme un linguaggio indipendente, che ha il potere di stimolare la nostra fantasia, i nostri sensi, la nostra intelligenza.

Quindi, in Mesopotamia, Giove e Marduk, una figura mitica di primaria grandezza, potremmo dire, poiche, secondo l’enuma Blish, che significa “Quando in alto”, poema mitologico sulla creazione composto da 7 canti, che sembrerebbe scritto a gloria di Marduk all’inizio del XII secolo a.c., combinando credenze e miti molto piu antichi, questo dio salvatore, che incarna l’ordine cosmico, fu nominato campione di tutti gli dei riuniti per combattere Tiamat, divinita primordiale, simbolo delle acque abissali, del caos originale, selvaggio, vorace, distruttore. Per affrontare Tiamat e batterlo, Marduk e munito di un arco, di una clava e di una rete. Sempre secondo l’Enuma Elish, Tiamat lancia contro Marduk un esercito di demoni e di mostri mitologici selvaggi, pieni di splendore e simili agli dei. Ma Marduk riesce a uccidere Tiamat con una freccia nello stomaco, poi ne taglia il corpo in due parti, che diventeranno l’una la volta celeste e l’altra la terraferma. Il mito narra infine che dagli occhi di Tiamat sgorgarono il Tigri e l’Eufrate, i due fiumi della Mesopotamia. Quindi, affrontando Tiamat, dio primordiale, Marduk salvo il mondo dal caos,dal disordine originale, separando il cielo dalla terra, preservando i legami che li uniscono, creando leggi universali per questo nuovo mondo. Infine, terminato il suo compito, diede ad Anu, il grande avo degli uomini, la tavoletta dei destini, che sarebbe diventata il talismano del potere supremo.

EGITTO

Come abbiamo visto, se facciamo riferimento al mito mesopotamico relativo a Giove, osando fondere Marduk, dio sumero, e Nut e Geb, divinita tipicamente egiziane, possiamo dedurre che Nut (la volta celeste) e Geb (la Terra) hanno origine dal corpo di Tiamat tagliato in due da Marduk. Tuttavia, se crediamo alla gerarchia divina egiziana, Nut e Geb erano i figli di Shu e di Tefnut, che personificavano l’atmosfera e l’umidita dell’ aria terrestre ed erano essi stessi un dio e una dea generati da Amon, il dio primitivo di Eliopoli, piu tardi assimilato a Ra. Ma e proprio nel combattimento all’ ultimo sangue che, secondo il mito egiziano, Ra conduce contro Apophis – simbolo,come Tiamat in Mesopotamia, del caos primordiale e raffigurato sotto le spoglie di un grande serpente -, e dal quale esce vittorioso, che egli crea il Cielo e la Terra, il giorno e la notte.

imgeg25.jpg

Nut e la madre di Seth, una delle divinita alla quale si attribuiscono le qualita di Giove in Egitto.

Quindi, possiamo vedere in Amon-Ra una rappresentazione di Giove in Egitto, ma possiamo anche collegarlo a Seth, figlio di Nut e Geb, il grande guardiano dell’antico Egitto, i cui attributi erano la tempesta e la pioggia, che ogni mattina volava in aiuto di Ra, minacciato da Apophis.

GRECIA

Quindi, molto probabilmente, i Greci s’ispirarono sia ai miti di Marduk, sia a quelli di Amon-Ra e di Seth, per creare il mito di Zeus, il “Cielo luminoso”, come veniva soprannominato, il dio degli dei dell’Olimpo. Zeus, il dio del cielo limpido, della Luce, e anche il dio di tutte le manifestazioni celesti: la tempesta, la folgore, la pioggia. Le folgori di Zeus, la sua collera vendicativa e violenta sono le manifestazioni della giustizia nel mondo degli dei e degli uomini. Tuttavia, se crediamo a tutte le leggende e le avventure mitiche che gli sono attribuite, Zeus non fu sempre giusto e retto. Ebbe grandi debolezze, gravi mancanze, compì gravi errori,ma il suo potere, la sua supremazia non furono mai veramente messi in discussione.

imgeg23.jpg

Zeus, il Giove greco, amo tanto il principe troiano Ganimede, da portarlo con se sull’Olimpo.

In quanto ai suoi eccessi o ai suoi abusi, a questa proliferazione, a questa espansivita naturale, a questa gioia di vivere entusiasta, generosa, prodiga, che sono qualita tipiche di Giove in astrologia, basta fare l’inventario dei frutti delle unioni di Zeus per convincersene: Afrodite­ Venere, Atena, Artemide, Elena, Persefone, le Ore, le Moire, le Muse, furono alcune delle sue figlie: i Dio scuri, Apollo, Ares-Marte, Argo, Dioniso, Eracle-Ercole, Ermes-Mercurio, Perseo, Tantalo sono solo alcuni dei suoi figli, ma se ne potrebbero elen­care molti altri!

 1,199 total views,  2 views today

Lascia un commento