I simboli universali: La sorgente

logo2

 

La sorgente è un simbolo di purezza. Ritornarvi è come ritrovare la propria purezza originale, riscoprire l’organo sensoriale dell’anima.

La sorgente è di grande ricchezza simbolica e mistica. Fisicamente, è l’anello della catena senza il quale il ciclo dell’acqua non potrebbe prodursi. Dopo una vita sotterranea, nelle falde freatiche della Terra, sgorga, diventa rivo o ruscello, poi torrente che man mano si ingrossa, si gonfia e si trasforma in fiume, che si allarga sempre di più fino a gettarsi nel mare e proseguire ancora il suo corso nelle correnti agitate, molteplici e incrociate che si cavalcano e s’intrecciano nell’oceano.
Ritorna poi allo stato di vapore, si sposta nell’atmosfera terrestre e ricade sotto forma di pioggia, scorre sulla superficie terrestre o penetra dentro di essa fino nelle sue viscere per zampillare di nuovo, in un posto o in un altro, come sorgente .

simbolo21

LA SORGENTE, LA NASCITA, LA VITA E LA MORTE
L’immutabile ed eterno ciclo dell’acqua illustra perfettamente quello della vita dell’uomo sulla Terra. In effetti, è facile stabilire unanalogia tra la pioggia e la fecondazione, essendo il Cielo una rappresentazione del padre o del grande principio maschile e la Terra quella della madre o del grande principio femminile, entrambi onnipresenti e all’origine di ogni forma di vita.

simbolo22
La pioggia è allora il seme del Cielo che feconda la Terra fertile. Nelle sue viscere, cioè nelle falde freatiche, la sorgente si forma, è in gestazione: tutto avviene come se la Terra fosse incinta di una sorgente. Infine, la sorgente sgorga, ai fianchi o, il più delle volte, ai piedi di una montagna. Assistiamo allora a una nascita. Come un bambino, anche la ‘orgente cresce: la fonte è una rappresentazione del neonato, il rivo o il ruscello del bambino, il torrente dell’adolescente, il fiume dell’uomo.
Tutta la sua vita pare già segnata e noi possiamo seguirla, capirla, osservando il cammino sulla superficie della Terra di una sorgente divenuta fiume. Questo cammino è il destino dell’uomo. Tuttavia, come sappiamo, se il torrente prima e il fiume poi non scorrono in linea retta verso il mare — ma sembrano piuttosto muoversi come serpenti —‘ è in funzione del movimento di rotazione della Terra che influisce sul corso dell’acqua. Quindi, in analogia col destino dell’uomo, l’acqua del fiume non può fare altro che dirigersi verso il mare, come lui è destinata a morire, a ritornare nel cosmo dal quale proviene. Infatti, simbolicamente, se le viscere della Terra sono comparabili al ventre della madre, il mare, da parte sua, raffigura le acque primordiali nelle quali l’essere in gestazione, il feto, si forma.

simbolo23
E nel mare che si gettano tutte le sorgenti dopo essere divenute fiumi. Di conseguenza, l’anima unica e incarnata, rappresentata dalla sorgente che sgorga solitaria, si ricongiunge, presto o tardi, a tutte le anime che, insieme, costituiscono l’oceano della vita. In questo modo, da tempi immemorabili, i nostri antenati hanno fatto della sorgente il simbolo della nascita dell’uomo, il flusso originale, l’essenza di ogni vita, dell’oceano, una rappresentazione del Caos iniziale nel quale le anime si immergono dopo il loro passaggio sulla Terra, in attesa di una vita nuova.

 

IL RITORNO ALLE ORIGINI
Come possiamo vedere, la fonte è dunque all’origine di tutto ciò che comincia, nasce, si manifesta. Per questo, ancora una volta, simbolicamente, ritornare alla sorgente equivale a una ricerca spirituale o mistica che consiste nel ritrovare la propria condizione originaria. Nella mente dei nostri antenati, la fonte aveva quindi un carattere divino, sacro, magico, puro, verginale. In effetti, nel momento in cui il bimbo appare, l’anima è ancora pura. Tuttavia, il principio dell’anima può difficilmente concettualizzarsi perché non si apprende intellettualmente. Implica una rinuncia. Si tratta allora di sbarazzarsi di desideri, impressioni, sentimenti contraddittori che ci assalgono in ogni istante e ci privano di un’esperienza diretta con la realtà del mondo nel quale viviamo. E il motivo per il quale risalire alle origini, secondo una ricerca mistica universale presente in tutte le religioni e credenze del mondo fin dalla notte dei tempi, richiede una spogliazione. Il ritorno alle origini è come un’iniziazione, ciò che noi oggi de- finiamo “presa di coscienza”.
Tutto questo significa che dobbiamo cogliere quanto ci dice la nostra coscienza quando ci sentiamo vittime dei nostri pensieri e delle nostre azioni.Ora, se seguiamo il cammino della sorgente fino all’oceano, che rappresenta il destino dell’uomo e la sua vita sulla Terra, si capisce facilmente che, tornando alle origini, si sfida la morte e il ciclo delle rinascite.

simbolo24

Possiamo assimilare il ciclo dell’acqua a quello delle rinascite dell’uomo: la pioggia sarebbe allora il seme del Cielo, grande principio maschile, efeconderebbe la Terra, grande principio frmminile.

Effettivamente, se la reincarnazione è un concetto confortante, in quanto lascia intravedere un’altra vita dopo la morte e una probabile rinascita sulla Terra, implica, nondimeno, un ciclo inesorabile, fatale, senza fine, a proposito del quale si ha diritto di chiedersi se ci sia uno scopo e una giustificazione. Il concetto della reincarnazione e del ciclo delle rinascite è in questo ricollegabile a quello del mito del labirinto, cioè di un luogo dal quale non si può uscire se non si possiede un filo conduttore.
La sola via possibile per lasciare questo ciclo apparentemente eterno della reincarnazione, è quella del ritorno alle origini, vale a dire allo stato originario. A questo proposito, abbondano in tutto il mondo racconti e testimonianze che riguardano la vita dei mistici, secondo i quali costoro sarebbero simili ai bambini. Le loro affermazioni, improntate a una certa ingenuità, erano fatte con una tale sincerità e semplicità da non poter essere messe in dubbio. Era proprio questo che impressionava gli interlocutori di questi individui. Quindi, tutto lascia supporre che questo stato originario che ritroviamo nello sfidare la morte, nel risalire alle origini, non sia altro che il famoso organo sensoriale dell’anima al quale in particolare gli induisti e i buddisti si riferiscono.

2,526 Visite totali, 1 visite odierne





Lascia un commento