I Miti di Nettuno

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MESOPOTAMIA

Come Urano e Plutone, neanche Nettuno era un astro-dio che governava uno dei 12 segni dello zodiaco. Fu solo a seguito della sua localizzazione ­ stabilita in base alle sue perturbazioni, registrate da Urbain Le Verrier nel 1846 – e della sua osservazione diretta al canocchiale astronomico di J. G. Galle il 23 settembre 1846, Che venne inserito nello zodiaco nella seconda meta del XIX seeolo, e identificato con Giove come il signore del segno dei Pesci.

Abbiamo gia spiegato a piu riprese che, seeondo noi, Giove conservava la sua supremazia nel segno dei Pesci, e che Nettuno rivestiva un ruolo non trascurabile, certo, ma secondario, trasformando, affinando o precisando alcune qualità  inerenti al signore supremo dei segni del Sagittario e dei Pesci.. A tale riguardo si puo osservare che questi due segni dello zodiaco presentano alcune analogie nei settori dell’intelligenza superiore, della vita spirituale e dell’ elevazione dello spirito. Lo spirito superiore, filosofico o religioso, viene infatti comunemente attribuito al segno del Sagittario, mentre lo spirito pratico e la socievolezza sono caratteristiche del segno dei Gemelli che gli sta di fronte. Il segno dei Pesci e anch’esso connesso con lo spirito superiore e con la vita interiore, essendo in rapporto con la rinuncia, la mistica, la vita religiosa, la meditazione ecc.Inoltre, si puo osservare che l’asse Gemelli-Sagittario dello zodiaco corrisponde a un asse Mercurio-Giove, che sono i due maestri rispettivi di questi segni. Lo stesso discorso vale per l’asse Vergine-Pesci, segni che hanno, a loro volta, gli stessi rispettivi maestri. Queste precisazioni sono assai importanti se si vuole capire il significato del mito sumero di Oannes, il dio civilizzatore della Mesopotamia, che e una rappresentazione ideale di Nettuno, astro che semina spes so scompiglio tra gli astro­ logi piu esperti dei nostri tempi. In­ fatti, si dimentica troppo spesso che e sotto questa duplice influenza di Giove e di Nettuno che si e sviluppata, nell’ultimo terzo dell’ era dei Pesci, la nostra civiltà  moderna e tecnologica. Ora, come abbiamo appena detto, Oannes e un autentico dio civilizzatore.E quanto spiega il sacerdote, astrologo e storico caldeo Beroso, emigrato in Grecia, che fondo la prima scuola di astrologia nell’isola di Kos verso il III seeolo a.c.Secondo lui, mentre l’umanita vegetava e conduceva un’esistenza incolta e primitiva, un mostro favoloso, sorto dal mar Rosso, il cui corpo era quello di un pesce gigantesco con due teste e due piedi come un uomo, comincio ad avviare gli uomini alla scrittura, alle scienze e alle tecniche, alla costruzione delle case, alla fondazione delle citta, alle opere d’irrigazione e agricole, alla giurisprudenza, ecc. Insomma, stando a questa mitica leggenda raccontata da Beroso, Oannes, il dio venuto dal mare, che di giorno restava tra gli uomini e a notte fonda tornava nel mare, ed era quindi anfibio, ha insegnato tutto agli uomini. Piu tardi, dice sempre Beroso, altri esseri simili apparvero e proseguirono nell’opera di insegnamento agli uomini. Questi esseri mostruosi, meravigliosi, favolosi, vennero soprannominati i “sette brillanti apkallu”.

EGITTO

Per evidenti motivi, gli Egiziani accordavano ben piu importanza al Nilo e al suo Delta che al mare Mediterraneo – che delimita a nord l’Egitto – e al mar Rosso – che si trova a est.Non e dunque possibile trovare un dio egizio che sia direttamente ricollegabile all’Oannes sumero, questo educatore giunto dagli abissi marini. Si rintracciano invece in Ptah, il dio tutelare di Menfi, e nella dea pesce Hatmehyt, cui si ricollega Banebdjedet, il dio ariete di Mendes, alcune figure mitiche che presentano punti in comune con Oannes, e dunque con Nettuno.

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Per gli Egizi Ptah,in cui possiamo ravvisare Nettuno,avviò la creazione dell’universo.

Ptah e, infatti, come indica il suo nome, “Colui che apre”, o se si preferisce, che inizia. Egli e creatore attraverso il verbo, l’inventore delle scienze e delle tecniche, e diventera a motivo di ciò il protettore degli artigiani. Quanto a Banebdjedet, era certamente un dio ariete, ma gli erano state attribuite anche le caratteristiche della dea pesce Hatmehyt, come abbiamo visto, e veniva considerato come il padre di Ippocrate, ovvero dell’ Horus bambino, figura del sole levante, simbolo dell’eterna giovinezza e dell’immortalita.GREClANell’antica Grecia, invece, il mito e le leggende che si riallacciano a Poseidone sono un po’ piu in analogia con l’Oannes mesopotamico, ma le leggende greche fanno soprattutto di lui un dio che regna sui mare.Secondo tali leggende, Poseidone, dio feroce, a volte violento come la tempesta, senz’altro assai prolifico, non gioca piu un ruolo civilizzatore, con una sola eccezione, che vedremo piu avanti. A volte e stato confuso con Oceano, figlio di Urano (il Cielo) e di Gaia (la Terra), il maggiore dei Titani, mentre Poseidone non e che il nipote di Urano e di Gaia, essendo figlio di Crono e di Rea, dunque fratello maggiore di Zeus, salvato da questi dalla voracita infanticida del padre. Ma Poseidone, che veniva rappresentato armato del proprio tridente, l’arma dei pescatori di tonno, alla guida di un carro trainato da mostri marini fantastici, per meta cavalli e per l’altra serpenti di mare, era proprio il signore del mare.Mito o leggenda – forse un giorno lo scopriremo – Atlantide era dunque l’isola di Poseidone.Ora, questa famosa Atlantide, una sorta di Eldorado, con magnifiche citta traboccanti di ricchezze e di tesori, che sarebbe stata fondata dal gigante Atlante, e i cui abitanti, gli Atlanti,sembravano particolarmente evoluti, istruiti e sapienti, non può non ricordarci il mito dell’Oannes dei Sumeri. Dunque, per quanto riguarda Nettuno, non bisogna mai perdere di vista l’aspetto iniziatore e civilizzatore di questo astro, come ci mostrano i miti e le leggende che a esso si rifanno.

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In Origine nel pantheon delle divinità  greche,Nettuno,era il dio delle acque.Divenne quello del mare solo quando venne identificato come Poseidone.

 

 

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