I Miti della Luna nel Mondo

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Mesopotamia Di nuovo, e in questa grande e antica civilta che troviamo una superba rappresentazione dell’astro lunare divinizzato. Ma prima di denominarlo e di descriverlo, vogliamo precisare che, molto spesso, gli astrologi, e, talvolta, anche i mitografi stessi, confondendo ogni tanto le culture, le civiltà , le credenze e il significato profondo di certi miti, in alcuni casi molto piu sottile di quanto non sembri, li hanno interpretati in maniera confusa e incoerente. In questo modo spesso ci si trova di fronte a un insieme di miti che riguardano la Luna, Venere, la Grande Dea o la Terra-Madre.Spesso associate agli stessi elementi, e con qualità  comuni, e certo che queste divinita, se non simili, danno facilmente adito a confusione e tendono a confondersi tra loro.Tuttavia, come potremo vedere, gia in Mesopotamia, la Luna, che divenne molto piu tardi una divinita femminile del tempo e della notte, si distingueva chiaramente dalla dea dell’amore e della fertilita, da un lato, e dalla Grande Dea, che fu, talvolta, presente subito prima o dopo il Caos primordiale, dall’altro.Essa si distingue anche perche non abbiamo a che fare con una dea, ma con un dio lunare, Si trattava, infatti, di Sin, che divenne piu tardi Nannar, la cui sposa si chiamava Ningal e cio prova chiaramente che si trattava di una divinita maschile e non femminile, e che quindi non si deve confondere con Inanna, dea dell’amore, che fu assimilata a Ishtar, Astarte o Lilith. Nannar-Sin e figlio di Enlil, il dio dell’Aria, a sua volta figlio di An, dio del Cielo.Quindi, in Mesopotamia, la Luna e una divinità  maschile. Segnaliamo, inoltre, che esiste anche una divinità  ittita, presente sin dalla prima metà  del II millennio a,c., il cui nome, Arinna, significa “Madre-Sole”, e il cui sposo non era altri che Menesis, la Luna …

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Questo tempio imponente era dedicato al Dio Lunare Mesopotamico Nannar-Sin

EgittoLa falce lunare era a volte considerata come la barca di Ra. Ciò vale anche per certe rappresentazioni di Khonsu, dio lunare egizio, il cui no me significa “l’errante” o “il viaggiatore”, raffigurato a volte da un fanciullo coperto da un sudario, o piu spesso da un uomo con una testa di falco, coronato da una falce di luna che regge il disco solare. Di nuovo, Khonsu era una divinità  maschile e non femminile. Tuttavia, sempre secondo gli antichi Egizi, il Sole e la Luna non avevano alcun legame di parentela e non formavano una coppia divina. Perche era il Sole o Ra che esercitava la supremazia, e si trattava però questa volta di un dio, non di una dea. In cambio, la Luna era anch’essa identificata con una divinita maschile, come presso i Sumeri e gli Ittiti.

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Il Dio Lunare egizio Khonsu

Ma, secondo la teologia tebana, esisteva comunque un legame di parentela tra Ra e Khonsu, poiche, secondo i sacerdoti di Tebe, Khonsu era figlio di Amon, nume tutelare che fu assimilato a Ra, e di Mut, cioe della “Madre” in egiziano. Quindi, il dio lunare egizio era figlio del Sole e della Terra-Madre.GreciaIn primo luogo, troviamo Selene, la personificazione della Luna, l’astro della notte, il cui nome deriva dalla parola selas, che significa “chiarore brillante”. Secondo il mito greco piu ricorrente, era figlia di Iperione, “colui che abita in alto o al di sopra della Terra”, un Titano, lui stesso figlio di Urano, il Cielo, e di Gea, la Terra. Oltre a Selene, Iperione, il grande chiarore celeste, e Teia, la Divina, sua sorella e sposa, generarono anche altri due figli, Helios, il Sole, ed Eos, l’Aurora. Tuttavia, un altro mito narra che Selene era figlia di Helios, cioe del Sole.Allora, era raffigurata sotto le sembianze di una bellissima fanciulla, mentre percorreva il cielo in un superbo carro d’argento trascinato da due cavalli bianchi.A Selene si ricollega il mito di Endimione, un pastore bellissimo, il cui no me greco può, tra l’altro, essere tradotto come “colui che naturalmente seduce”: la Luna, infatti, se ne innamora follemente. A seconda delle versioni, si narra che Zeus, esaudendo il desiderio di Endimione, fece sprofondare il pastore in un eterno sonno, che gli permise così di mantenersi eternamente giovane e che Selene, sedotta dalla sua grande bellezza, continua a tornare ogni notte per contemplarlo; Oppure che fu la Luna stessa che baciando Endimione lo fece sprofondare in un sonno eterno, al fine di conservare per sempre la sua giovinezza e amarlo per l’eternita. Entrambe le versioni fanno comunque riferimento alla nozione di tempo, sonno e di sogno che come ben sappiamo sono qualita tipicamente lunari.

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Fu Selene la Luna nella mitologia Greca,o Zeus a far sprofondare Endimione in un sonno eterno?Nessuno lo sa veramente.Comunque sia,Selene,follemente innamorata del pastore,tornava tutte le notti a trovare il bell’addormentato.

Ma in Grecia, a parte questa personificazione della Luna, esiste un’altra grande figura lunare. Si tratta di Era, Protettrice, la dea principale del pantheon delle divinità  greche, cioè l’Olimpo, sorella e sposa gelosa di Zeus, figlia di Cronos, il Tempo, e Rea, la terra, intesa non come il pianeta Terra, ma come la superficie solida il suolo coltivabile della terra. Come i suoi fratelli e le sue sorelle, Ade, Poseidone, Demetra ed Estia, fu divorata dal padre, Cronos, e poi riportata in vita grazie all’intervento di Meti e di Zeus che, come sappiamo, uccise il padre. Si dice che, allora, fu adottata e allevata da Oceano e Tetide, il cui nome significa “colei che ordina od organizza”, oppure dalle stesse Ore, che non erano altro non le divinità  delle stagioni. Pertanto, a Era si ricollegano immdiatamente le nozioni di tempo (Cronos), di organizzazione (Tetide), ritmo e di stagioni (le Ore) e di acqua che ricopre il mondo (Oceano), tutte caratteristiche attribuite alla Luna anche in astrologia. Era divenne la protettrice delle donne sposate. Le sscene
di gelosia, le sue collere e la sua vendetta erano celebri.

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