Enciclopedia della Luna : Anima

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Dal latino anima che significa “fiato”, può essere intesa come ‘parte immateriale separata dal corpo”, “principio vitale dell’essere umano”, ecc.
Ma è difficile darne una definizione universale perché questo concetto varia secondo il contesto storico-sociale-religioso. In genere si tende a distinguere “corpo” da “anima” e “spirito”, laddove spirito indica la forza vitale mentre anima è il nucleo identificativo dell’individuo. In ogni caso si tratta di qualcosa di distinto dal corpo fisico della persona umana.
L’anima sopravvive alla morte del corpo? In tutte le religioni, tranne il Buddismo, si crede che l’anima sia immortale, sebbene possa associarsi a una serie di corpi in diverse esistenze (vedi Reincarnazione).
Se si prende in considerazione il Buddismo, secondo la dottrina dell’anatta (che significa “nessuna anima”), l’anima non è che un prodotto della fantasia umana; ne consegue che non può sopravvivere dopo la morte; poiché la reincarnazione dipende dal karma (l’effetto di tutte le azioni buone e cattive compiute in vita) essa non implica la trasmissione della coscienza o della personalità tra due esistenze.
Nello spiritismo il concetto di anima è a metà strada tra quello adottato dalle religioni occidentali e l’Animismo. L’anima è ritenuto distinta e indivisibile e a tutti ne è concessa una e una soltanto.
Tuttavia si può staccare dal corpo e lasciarlo, come avviene nelle cosiddette “ORE’ (Out of Body Erperience – “Esperienze Extra-corporee”).


Secondo l’antica tradizione taoista, ognuno di noi ha più di un’anima: tre di vita spirituale, che finiscono nei cieli, e selle di vita vegetativa, che si esauriscono dopo la morte.

Invece, secondo il Cristianesimo e le altri maggiori religioni occidentali, Dio deposita l’anima nel corpo dell’individuo al momento della nascita, se non proprio nell’attimo del concepimento. Dopo la morte l’anima non si estingue ma continua ad esistere nell’aldilà.
Nell’Animismo esiste un complesso sistema di credenze riguardo all’anima, coltivato da alcune culture tribali, come quelle dei nativi americani, degli africani e degli aborigeni dell’Australia, secondo cui o il corpo ospita più di un’anima in una data fase di vita, oppure si ereditano diverse anime da ciascun genitore che sono trasmesse attraverso gli appartenenti allo stesso sesso ai propri figli; in altri casi anime diverse sono responsabili di diverse funzioni corporee (respiro, intelletto, scheletro, ecc.). Quasi sempre si crede che una di queste anime si separi dal corpo e che il suo vagare sia la causa del sogno e delle malattie; nel caso estremo della partenza permanente si ha la morte .
In tutto ciò non sembra doversi ravvisare contraddizione tra reincarnazione e sopravvivenza nell’aldilà se si ammette che dopo la morte l’anima (o spirito) si separa dal corpo in più parti diventando fantasma, spirito ancestrale e spirito reincarnante, comunque un doppio del corpo, equivalente all’ombra della persona.
In base all’assunto secondo cui anche l’anima è quasi-fisica ed ha una massa, si sono fatti degli esperimenti per pesare il corpo al momento del decesso e provare fisicamente l’esistenza dell’anima. In effetti, nei diversi casi esaminati, dopo il decesso si è verificata una sensibile e variabile diminuzione di peso, come se il corpo avesse “perso” qualcosa . Tuttavia, questi risultati, allo stato attuale della ricerca, non hanno alcun valore scientifico.

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