Gli animali e il loro significato

 

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I presagi vanno tratti dall’inizio di ogni atto e di ogni data impresa. Per esempio, se nell’iniziare un lavoro qualsiasi avvenisse che i sorci rosicchiassero i vostri abiti, bisognerebbe interrompere l’opera incominciata; se nell’uscire di casa, o strada facendo, incespicaste, desistete da quanto vi eravate proposto di compiere e cambiate strada; se al principio d’una vostra intrapresa, vi capitasse d’incontrare qualche difficoltà , abbandonatela, o almeno differitela a tempi più favorevoli e a presagi migliori.Molti animali hanno virtù naturali tali da renderli assai atti al presagire e al vaticinare. Il gallo col canto segna le ore molto a proposito e starnazzando con le ali pone in fuga il leone. Parecchi uccelli col gorgheggio e le mosche col rendersi più attaccaticce indicano la pioggia. I delfini presagiscono vicina la tempesta col balzare fuori delle acque. E troppo ci si dilungherebbe a riferire tutti i presagi che i Frigi, i Cilici, gli Arabi, gli Umbri e gli Etruschi ritraevano dagli uccelli e dagli animali. Perchè ogni cosa, e soprattutto gli uccelli, racchiude in sè un potere misterioso, capace di predire gli eventi futuri. Cosìbisogna ascoltare attentamente il gracchiare della cornacchia, osservare il suo comportarsi quando se ne sta appollaiata in qualche posto, badare se vola verso la vostra destra o verso la vostra sinistra, se grida forte, se tace, se vi precede o vi segue, se vi aspetta o se vi sorpassa, se si allontana rapida o se procede tranquilla.

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L’Elemento della Terra

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Nutrice, coltivata o incolta, e un elemento vitale che dona tutto e tutto riprende.Ciò che viene dalla terra alla terra ritorna.Terra e il nome che abbiamo dato al nostro pianeta, lo scriviamo con la T maiuscola per differenziarlo dal­ l’elemento primordiale, quello che ci nutre, sul quale camminiamo e viviamo. La terra e infatti, prima di ogni altra cosa, la nostra nutrice: come il grande giardino che ci donava i suoi frutti, prima che imparassimo a coltivarlo.

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L’Elemento del Fuoco

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Del Cielo o della Terra, sacro o domestico, del paradiso o dell’inferno, il fuoco, elemento primordiale, e l’ espressione del bene e del male.Il fuoco e creazione, nascita, principio, luce originale, gioia, elemento divino o divinizzato dall’umanita. L’uomo, sprofondato nel mistero della notte, si rallegra quando i suoi occhi si aprono alla luce del giorno, illuminati dal fuoco del sole. Ma il fuoco, che tutto brucia, e anche distruzione.Questa ambivalenza tu presto percepita anche dai nostri antenati, che del fuoco fecero rappresentazione e simbolo del bene e del male.

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L’Elemento dell’Acqua

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Dalla sorgente al ruscello, dal ruscello all’ affluente, dall’ affluente al flume, dal fiume al mare, dal mare all’ oceano, dall’ oceano al cielo, dal cielo alla terra: L’ acqua e il cielo della vita.Il ciclo dell’acqua ci rimanda al mito dell’eterno ritorno e al principio dei vasi comunicanti che promuovono la rigenerazione. Caduta dal cielo, l’acqua si infiltra nella terra e risale poi alla superficie sotto forma di sorgenti, ruscelli, fiumiciattoli, fiumi che si gettano nei mari e negli oceani.

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Lo Zodiaco nella Mitologia : Gemelli e Cancro

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GEMELLI

Il segno zodiacale dei Gemelli (dal 21 maggio al 21 giugno) conclude la primavera. Dall’archetipo del segno si può dedurre che l’energia che nell’Ariete era indifferenziata, e che nel Toro veniva ricevuta dalla terra, nei Gemelli dà  origine a un ciclo di differenziazione e individuazione.Il fuoco originario della sorgente di vita (Ariete) si condensa nella materia e si cristallizza nell’Uovo (Toro) che si suddivide in maschile e femminile con il segno dei Gemelli. Infatti il geroglifico rappresenta due unità  parallele unite in basso e in alto da due linee orizzontali: si tratta di due opposti complementari uniti come in un matrimonio, dove le due line orizzontali rappresentano il tempo e lo spazio. Continua a Leggere

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Alla Scoperta del potere Maori

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I Maori discendono da popolazioni austronesiane provenienti dal sub-continente asiatico che, grazie ad abili tecniche di navigazione, penetrarono in Melanesia circa 4.000 anni or sono.La ragione per la quale gli antenati polinesiani dei Maori si sono lanciati a bordo delle loro canoe oceaniche, i waca, per lunghi viaggi colonizzatori resta, almeno in parte, un mistero. Quello che si sa è che la più grande delle loro imbarcazioni poteva trasportare fino a 250 persone oltre alle piante ed agli animali dei quali avrebbero avuto bisogno per iniziare una nuova vita.Le manifestazioni archeologiche di questa penetrazione in Oceania sono designate come il Complesso Culturale Lapita. Fra il 1.600 ed il 1.400 a.C., i portatori della ceramica lapita si diffusero in una regione che comprendeva le Fiji orientali, le Tonga, le Samoa e altre isole di più piccole dimensioni. Questa regione può essere considerata come la patria della cultura polinesiana che qui sviluppò i suoi caratteri peculiari. Infatti, a partire dal 500 a.C., si può archeologicamente distinguere una società  polinesiana ancestrale dal precedente complesso culturale lapita. Continua a Leggere

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Le Divinità del popolo Maori

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Nella mitologia dei Maori gli dei erano classificati in:Atua superioriAtua inferiori eOromatua.

ATUA (Oce) Gli Atua superiori sono figli o nipoti Taaròa. Loro specifica competenza sonogli elementi della natura. Gli Atua inferiori, pur non prendendo parte alla vita degli uomini, li proteggono nelle loro attività . Gli Oromatua punivano ilitigiosi e curavano la pace in famiglia. Continua a Leggere

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L’Elemento del Fuoco

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Del Cielo o della Terra, sacro o domestico, del paradiso o dell’inferno, il fuoco, elemento primordiale, e l’ espressione del bene e del male.Il fuoco e creazione, nascita, principio, luce originale, gioia, elemento divino o divinizzato dall’umanita. L’uomo, sprofondato nel mistero della notte, si rallegra quando i suoi occhi si aprono alla luce del giorno, illuminati dal fuoco del sole. Ma il fuoco, che tutto brucia, e anche distruzione.Questa ambivalenza tu presto percepita anche dai nostri antenati, che del fuoco fecero rappresentazione e simbolo del bene e del male.

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La Grande Madre

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..Se fosse necessario dare un’unica denominazione a Iside, a Ishtar, a Venere, a Athena, a Gea, alla “Signora Seduta di Pazardzik”, a Modron, forse Grande Madre sarebbe la scelta più appropriata. Tutte queste divinità , anche se in modo diverso, rappresentano la Dea Terra, la gigantesca Madre di ogni essere vivente; sono il simbolo della natura nei suoi aspetti positivi – la fertilità , l’abbondanza dei raccolti – e negativi – le tempeste, la carestia. Per questo suo dualismo, molte antiche rappresentazioni della Dea Madre hanno il volto metà  bianco e metà  nero, un particolare su cui ritorneremo.

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Spiritualita Celtica

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La spiritualità  celtica torna oggi alla ribalta perchè è una spiritualità  ‘pratica’, sperimentabile e perchè porta all’attenzione dei popoli europei la loro effettiva eredità , restituendo una dignità  a quelli che vennero un tempo definiti come ‘il culto dei demoni’ e ‘la confraternita di streghe e stregoni’. In realtà  gli dei, i druidi e le druidesse non erano altro che espressioni dell’antica religione pagana (da pagus-i = della campagna) e forse alcuni valori insegnati nel passato tornerebbero utili ancora oggi se ben compresi.Gli insegnamenti druidici hanno la particolarità  di dare all’individuo un giusto posto e valore nello schema della Natura, facendogli riconoscere la sacralità  dei luoghi che abita e riconoscendogli il ruolo di loro custode.I druidi insegnavano che esisteva un solo dio, OIW, irraggiungibile dalla comprensione umana e che pertanto era inutile cercare di conoscerlo o invocarne i favori: Egli era talmente distante dalla realtà  umana che non se ne interessava minimamente.L’OIW però si manifestava secondo una triplice energia che prendeva il nome di SKIANT (Conoscenza-Saggezza), NERZ (Forza-Volontà ) e KARANTEZ (Amore-Creatività ) e che forniva tre strade verso il divino, tre sentieri percorribili da tutti. Queste tre energie venivano personificate dai Celti con la figura di un Vecchio (Skiant), un Giovane Guerriero (Nerz) ed una bellissima Donna (Karantez) che si suddividevano ciascuno in tre manifestazioni (ogni cosa che scende dal piano spirituale verso la materia ha triplice forma).

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L’Olio nel mito e nella magia

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In Medio Oriente, come in Egitto, l’olio veniva utilizzato sia per illuminare le case al calar della notte, sia per bruciare sugli altari e nei templi, per preparare il cibo, per ungersi il corpo o per curarsi. L’olio e sempre stato un simbolo di purezza, e soprattutto di prosperita.Prima di parlare dell’olio però, e doveroso parlare dell’albero dell’olivo, albero di grandissima ricchezza simbolica.

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Mitologia e costellazioni

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ARIETE Gli egizi vedevano in esso il dio solare Ra. Nel mito greco invece rappresentava l’animale a cui il dio Ermes affidò i due figli del re di Tessaglia, Elle e Frisso, affinchè fossero condotti nella Colchide, lontano dalla malvagità  della loro matrigna. Durante il viaggio Elle cadde sulla Terra in quella zona che viene oggi denominata Ellesponto (lo stretto dei Dardanelli). Frisso invece, una volta giunto a destinazione, sacrificò l’ariete agli dei conservandone poi la pelle (il vello d’oro) fino a che non fu’ conquistata da Giasone.

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I Miti del Sole nel Mondo

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MESOPOTAMIA

Per gli abitanti della Mesopotamia il Sole e Shamash in accadico, Utu in sumero, il distruttore delle tenebre, colui che tutto illumina e rischiara: e giudice e garante delle leggi. Nel suo tragitto quotidiano egli caccia l’ oscurità , vede tutto ciò che accade nel mondo e proprio per questo può giudicare. E il dio che tutti gli uomini devono adorare, venerare, acclamare. Si assiste cosi a una vera deificazione del Sole, ma non solamente di esso, perche Shamash-Utu non sara mai un dio supremo come fu Ra in Egitto. Egli non e piu importante, ad esempio, di Nanna, la Luna, o di Inanna, Venere.

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I Miti di Mercurio

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MESOPOTAMIA

Una delle caratteristiche di questo astro, che lo rende diverso da tutti gli altri, e il suo restare quasi sempre nella scia del Sole. E quindi, quasi impossibile osservarlo a occhio nudo a esclusione di una volta all’anno, e giusto per qualhe ora, in Europa, a notte fonda, naturalmente, soprattutto in autunno e in primavera, comunque sempre in condizioni meteorologiche eccezionali e adatte.

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Il Mito di Marte

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MESOPOTAMIA

A volte ci si chiede come mai i segni dello zodiaco siano 12 e gli astri che li governano solo 7 a essi, per la verita, vengono aggiunti 3 astri supplementari (Urano, Nettuno e Plutone), oppure come possano due segni essere governati dallo stesso astro, quando i loro significati e le loro corrispondenze con le stagioni, tra l’altro, sono completamente distinti.Prendiamo l’ esempio di Marte che qui c’interessa: se si prescinde da Plutone – che gli astrologi contemporanei hanno consacrato come secondo maestro del segno dello Scorpione, quando non lo considerano l’unico governatore di questo ottavo segno dello zodiaco – e se si ammette che Marte ha lo stesso titolo di maestro sia del segno dell’Ariete sia di quello dello Scorpione, come si puo trovare un maestro comune a due segni dello zodiaco dalle caratteristiche così differenti che possono certamente essere complementari, ma le cui qualità  divergono su numerosi punti essenziali?

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Il Mito di Giove

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MESOPOTAMIA

Di nuovo, e in questa civilta – la cui ricchezza culturale e spirituale diede vita a numerosi miti, leggende e simboli, che si radicarono in modo cosi profondo nelle nostre coscienze, da sopravvivere ancora oggi – che si trova la piu perfetta, complessa, ma anche sor­ prendente rappresentazione di Giove che possiamo vedere, studiare, capire nello zodiaco.

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