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LE CINQUE ERE DEI MAYA

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La cronologia dei maya era calcolata da un punto fisso del passato, proprio come il cristiano parte dalla nascita di Gesù, il greco dai primi giochi olimpici e il romano dalla fondazione di Roma.
Il loro calendario viene ancorato a una data (il Lungo computo), tradotta come 3114 a.C., forse correlata a un ipotetico evento come una nuova creazione del mondo dopo qualche immane catastrofe.
Dai primi secoli dell’era cristiana, i loro sacerdoti astronomi predissero le eclissi con grande precisione e stabilirono accuratamente il corso di Venere.

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Le Divinità dell’Olimpo (PARTE 3)

 

 

 

Anche l’appetito sessuale di Zeus era d’altra parte insaziabile e il dio degli dei prendeva in considerazione ogni mezzo per conquistare le sue prede. Era apparso alle sue innumerevoli amanti sotto forma di toro,di cigno,di nuvola e perfino di pioggia d’oro.Zeus non limitava la sua passione per il sesso femminile a ninfe o dee; avendo creato le donne mortali per popolare la terra, si rese conto di avere aperto la porta a un nuovo mondo di potenziali conquiste. Tuttavia le avventure amorose con le sue creature più belle non sempre erano prive di complicazioni come lui avrebbe sperato.

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Le Divinità dell’Olimpo (PARTE 2)

 

Nessuna comunità mortale, dalla città più ricca al villaggio più umile, l’avrebbe mai accolta, Ogni volta che raggiungeva un nuovo paese e bussava alle porte delle case, gli abitanti tiravano il chiavistello e le urlavano di andarsene. Ovunque Latona infatti andasse, Era il giorno prima aveva già minacciato di terribili ritorsioni chiunque avesse osato mostrare un briciolo di pietà nei confronti della sventurata dea.
L’impegno che Era profondeva nel suo accanimento contro la rivale era assoluto.

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Le Divinità dell’Olimpo (PARTE 1)

Zeus,re del Pantheon greco,regnava sull’universo con i fratelli Poseidone,re del mare e Ade,sovrano degli inferi.Da relazioni extraconiugali zeus ebbe Apollo,la divinità solare protrettrice della musica; Artemide,la dea cacciatrice e signora della Luna: Ermes, il dio dalle gambe veloci; la saggia Atena e Dioniso dio del vino. Dalla unione con la moglie Era naque il deforme Efesto,tradito dalla moglie Afrodite,regina dell’amore con Ares,dio della guerra.

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Gli animali e il loro significato

 

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I presagi vanno tratti dall’inizio di ogni atto e di ogni data impresa. Per esempio, se nell’iniziare un lavoro qualsiasi avvenisse che i sorci rosicchiassero i vostri abiti, bisognerebbe interrompere l’opera incominciata; se nell’uscire di casa, o strada facendo, incespicaste, desistete da quanto vi eravate proposto di compiere e cambiate strada; se al principio d’una vostra intrapresa, vi capitasse d’incontrare qualche difficoltà , abbandonatela, o almeno differitela a tempi più favorevoli e a presagi migliori.Molti animali hanno virtù naturali tali da renderli assai atti al presagire e al vaticinare. Il gallo col canto segna le ore molto a proposito e starnazzando con le ali pone in fuga il leone. Parecchi uccelli col gorgheggio e le mosche col rendersi più attaccaticce indicano la pioggia. I delfini presagiscono vicina la tempesta col balzare fuori delle acque. E troppo ci si dilungherebbe a riferire tutti i presagi che i Frigi, i Cilici, gli Arabi, gli Umbri e gli Etruschi ritraevano dagli uccelli e dagli animali. Perchè ogni cosa, e soprattutto gli uccelli, racchiude in sè un potere misterioso, capace di predire gli eventi futuri. Cosìbisogna ascoltare attentamente il gracchiare della cornacchia, osservare il suo comportarsi quando se ne sta appollaiata in qualche posto, badare se vola verso la vostra destra o verso la vostra sinistra, se grida forte, se tace, se vi precede o vi segue, se vi aspetta o se vi sorpassa, se si allontana rapida o se procede tranquilla.

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Ercole e lo Zodiaco : Le Fatiche nei 12 segni (TERZA – QUARTA)

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3- LA CERVA DI CERINEA E IL SEGNO DEL CANCRO

Dopo aver conquistato la forza d’animo con la prima fatica e la giustizia con la seconda, Ercole trascorre un intero anno per seguendo una virtù altrettanto grande, la saggezza, simboleggiata da una cerva dalle corna d’oro tra le cui ramificazioni brillava il sole e il cui corpo era così imponente e massiccio, che sembrava più un cervo che una cerva. Tuttavia, stando alla leggenda originale che riporta alla terza fatica imposta a Ercole, si tratta proprio di una cerva, la stessa che fu consacrata alla dea Artemide dopo che quest’ultima l’ebbe seguita fino alla collina di Cerinea, dove l’animale si era rifugiato.In origine, con altre quattro sue simili – che la dea Diana (versione romana di Artemide) avrebbe attaccato al proprio carro -, questa cerva dai piedi di bronzo faceva parte di un gruppo di cinque che abbandonò per non cadere tra le mani della dea. Rinunciando ad aggiogarla al suo carro, Artemide-Diana non rinunciò però alla cerva, che alla fine le fu consacrata.Questo fatto scatenò la collera di Era, l’ispiratrice delle dodici fatiche, la quale volle allora che Ercole andasse a riprendere la cerva di Cerinea rapita da Artemide, senza però fare uso della forza. Continua a Leggere

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Ercole e lo Zodiaco : Le Fatiche nei 12 segni (QUINTA – SESTA)

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5- LE STALLE DI AUGIA E IL SEGNO DELLA VERGINE

Ora sorprendiamo il nostro eroe in procinto di compiere una fatica che non ha nulla di eccezionale, ma che mette in luce i! nostro comportamento di fronte alle ricchezze della Terra, così come la necessità  di non danneggiare le opere meritorie, spesso abbondanti, di nostra Madre natura e di fare ordine mettendo fine agli abusi e agli eccessi. Tutto ciò, non ha nulla di straordinario, ma si rivela tuttavia essenziale. Secondo noi, si tratta ditemi e di preoccupazioni che sono decisamente attuali, in un momento in cui l’inquinamento dovuto a uno sfruttamento troppo intensivo delle risorse terre stri flagella il nostro pianeta e minaccia gravemente il suo ecosistema. A Elide, nel Peloponneso, penisola montagnosa a sud della Grecia, viveva un re di nome Augia, nome che può essere tradotto come raggio scintillante; questo re era comunemente considerato figlio di Helios, il Sole, e d’Hyrminè, nome il cui significato è il ronzio degli alveari. Figlio del Sole e delle api, dunque, Augia non poteva che essere benedetto dagli dei. E, in effetti, aveva ereditato dal padre le mandrie di bestiame più numerose della Terra. Inoltre, i suoi animali, che non si ammalavano mai, erano di una fecondità  tale che si riproducevano senza fine partorendo quasi esclusivamente delle femmine.Possedeva, comunque, anche trecento tori neri e duecento tori riproduttori. Aveva, tra l’altro, sotto sua tutela do dici tori bianchi consacrati a Helios, suo padre, ma che avevano anche il ruolo di guardiani della sua immensa mandria contro le fiere numerose delle colline vicine.Tuttavia, da quando era divenuto signore di quelle mandrie, Augia non si era mai preoccupato di far togliere il letame che si accumulava pericolosa mente all’interno di quelle che sembravano più stalle che scuderie. Inoltre, le terre della vallata di Elide erano ricoperte di un tale strato di sterco, che non potevano più essere nè coltivate nè seminate.Di conseguenza, questa magnifica valle del Peloponneso non solo emanava un odore molto sgradevole, ma era diventata sterile a causa della negligenza di Augia.Inviato da Euristeo nel suo regno per eliminare questo odore terribile e rendere di nuovo fertile la terra, Ercole si recò dal re e si vantò di poter ripulire le stalle in un solo giorno. In cambio, fu convenuto che, una volta compiuta questa sua fatica, Augia gli avrebbe dato un decimo della sua mandria. Tuttavia, il re di Elide non credette un solo istante che Ercole sarebbe riuscito nell’impresa in un giorno. Per lui, quindi, si trattava di un imbroglio. Continua a Leggere

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Ercole e lo Zodiaco : Le Fatiche nei 12 segni (TERZA – QUARTA)

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3- LA CERVA DI CERINEA E IL SEGNO DEL CANCRO

Dopo aver conquistato la forza d’animo con la prima fatica e la giustizia con la seconda, Ercole trascorre un intero anno per seguendo una virtù altrettanto grande, la saggezza, simboleggiata da una cerva dalle corna d’oro tra le cui ramificazioni brillava il sole e il cui corpo era così imponente e massiccio, che sembrava più un cervo che una cerva. Tuttavia, stando alla leggenda originale che riporta alla terza fatica imposta a Ercole, si tratta proprio di una cerva, la stessa che fu consacrata alla dea Artemide dopo che quest’ultima l’ebbe seguita fino alla collina di Cerinea, dove l’animale si era rifugiato.

In origine, con altre quattro sue simili – che la dea Diana (versione romana di Artemide) avrebbe attaccato al proprio carro -, questa cerva dai piedi di bronzo faceva parte di un gruppo di cinque che abbandonò per non cadere tra le mani della dea. Rinunciando ad aggiogarla al suo carro, Artemide-Diana non rinunciò però alla cerva, che alla fine le fu consacrata.

Questo fatto scatenò la collera di Era, l’ispiratrice delle dodici fatiche, la quale volle allora che Ercole andasse a riprendere la cerva di Cerinea rapita da Artemide, senza però fare uso della forza. Continua a Leggere

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Ercole e lo Zodiaco : Le Fatiche nei 12 segni (PRIMA – SECONDA)

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Il ciclo delle 12 Fatiche di Ercole, che costituisce una delle più celebri leggende della mitologia greca, è in analogia con i 12 segni dello zodiaco.Tutti conoscono Heraklès, Eracle, l’eroe della mitologia greca, il semidio dal corpo dotato di eccezionale potenza muscolare. Nella mitologia latina, Eracle assunse il nome di Hercules, passato poi nella forma italiana come Ercole ed è a tale nome che si fa riferimento nell’evocare il suo mito e le sue imprese.Al pari di Tarzan e Zorro, egli fece parte, nel corso degli anni Cinquanta e Sessanta, del pantheon degli eroi dei film cosiddetti di serie B che fecero la gioia dei bambini e degli adolescenti dell’epoca.Naturalmente, sceneggiatori poco scrupolosi non ebbero la minima esitazione a interpretare in questi film molto liberamente e in modo quantomeno disinvolto, le leggende della mitologia greca e in particolare quella delle 12 Fatiche che si ricollegano alla figura di Ercole.In effetti, tutto lascia pensare che esso rappresenti l’insieme delle 12 tappe che l’uomo deve superare lungo il cammino della liberazione, della conoscenza, della verità  oppure, se si preferisce, secondo una interpretazione più spirituale o mistica, le 12 prove con le quali l’anima deve confrontarsi per liberarsi dal corpo, dall’involucro carnale e quindi per non essere più vittima dei desideri, delle passioni, del bene e del male e del ciclo eterno, senza fine, delle rinascite.

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Il Mito di Saturno

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MESOPOTAMIA

In sumero, Saturno, veniva chiamato kayamanu, che significa: il lento. In accadico, invece, lo si chiamava Ninurta. Sembra tuttavia che Ninurta fosse piu spesso assimilato ai principi e alle qualità  di Nabu (Mercurio), che i Mesopotamici soprannominavano shihtu, cioe “colui che si alza”.

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I Miti di Urano

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MESOPOTAMIA

Sappiamo che in questa antica civiltà , culla della nostra cultura, della scrittura, di molte scienze, tra le quali quella dei numeri e dell’astrologia, gli astri-dei erano sette.Se e stato relativamente facile trovare nei miti assiri una serie di corrispondenze con le caratteristiche attribuite in astrologia al Sole, alla Luna, a Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno, non lo e stato altrettanto per quanto riguarda Urano, del quale qui ci occupiamo, o Plutone e Nettuno. Continua a Leggere

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I Miti di Nettuno

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MESOPOTAMIA

Come Urano e Plutone, neanche Nettuno era un astro-dio che governava uno dei 12 segni dello zodiaco. Fu solo a seguito della sua localizzazione ­ stabilita in base alle sue perturbazioni, registrate da Urbain Le Verrier nel 1846 – e della sua osservazione diretta al canocchiale astronomico di J. G. Galle il 23 settembre 1846, Che venne inserito nello zodiaco nella seconda meta del XIX seeolo, e identificato con Giove come il signore del segno dei Pesci.

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I miti di Plutone

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MESOPOTAMIA

Presso i Sumeri, e poi presso gli Accadi, Plutone non esisteva. Pertanto, quando verso il VII secolo a. c. circa, fa la sua comparsa il concetto caldeo e babilonese del viaggio dell’anima – vale a dire del percorso fatto dall’anima attraverso le 7 sfere, subito prima di incarnarsi sulla Terra e subito dopo la morte fisica ma nel senso inverso – ci si riferisce unicamente ai 7 astri dei primordiali . Da nessuna parte si parla di astri o di caratteristiche astrologiche che ci mettano gia sulla strada di quelli che diverranno Urano, Nettuno e Plutone nello spirito degli astrologi moderni.

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I Miti della Luna Nera

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Come sappiamo, la Luna nera non e un astro ma un punto fittizio. Cio che indica nello zodiaco del tema natale e cosi originale, rientra cosi poco nell’ordine delle cose costituite, identificabili, alle quali siamo disposti a credere al giorno d’oggi, che gli astrologi hanno finito per occultarlo, per relegare le informazioni che essa rivela. Gli interrogativi che solleva, ai confini di un’astrologia desueta e polverosa che non poggia su alcun serio fondamento.

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I Miti della Luna nel Mondo

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Mesopotamia Di nuovo, e in questa grande e antica civilta che troviamo una superba rappresentazione dell’astro lunare divinizzato. Ma prima di denominarlo e di descriverlo, vogliamo precisare che, molto spesso, gli astrologi, e, talvolta, anche i mitografi stessi, confondendo ogni tanto le culture, le civiltà , le credenze e il significato profondo di certi miti, in alcuni casi molto piu sottile di quanto non sembri, li hanno interpretati in maniera confusa e incoerente. In questo modo spesso ci si trova di fronte a un insieme di miti che riguardano la Luna, Venere, la Grande Dea o la Terra-Madre. Continua a Leggere

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L’Elemento della Terra

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Nutrice, coltivata o incolta, e un elemento vitale che dona tutto e tutto riprende.Ciò che viene dalla terra alla terra ritorna.Terra e il nome che abbiamo dato al nostro pianeta, lo scriviamo con la T maiuscola per differenziarlo dal­ l’elemento primordiale, quello che ci nutre, sul quale camminiamo e viviamo. La terra e infatti, prima di ogni altra cosa, la nostra nutrice: come il grande giardino che ci donava i suoi frutti, prima che imparassimo a coltivarlo.

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L’Elemento del Fuoco

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Del Cielo o della Terra, sacro o domestico, del paradiso o dell’inferno, il fuoco, elemento primordiale, e l’ espressione del bene e del male.Il fuoco e creazione, nascita, principio, luce originale, gioia, elemento divino o divinizzato dall’umanita. L’uomo, sprofondato nel mistero della notte, si rallegra quando i suoi occhi si aprono alla luce del giorno, illuminati dal fuoco del sole. Ma il fuoco, che tutto brucia, e anche distruzione.Questa ambivalenza tu presto percepita anche dai nostri antenati, che del fuoco fecero rappresentazione e simbolo del bene e del male.

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