La scomparsa dell’Egitto dei Faraoni e l’inizio delle spedizioni -PARTE 1-

 

 

 

 

 

Nel IV secolo d.C. la religione cristiana è quella ormai prevalente nella parte orientale dell’Impero Romano. Nel 391 l’imperatore Teodosio I decreta la chiusura di tutti i templi pagani dell’Impero. In Egitto, i seguaci delle antiche divinità locali erano probabilmente poco numerosi ma la chiusura dei templi ha un’altra, inaspettata, conseguenza: la scrittura geroglifica, all’epoca ancora in uso, cessa bruscamente di essere compresa.
In effetti, i sacerdoti assicuravano non solo i riti quotidiani ma anche l’insegnamento della lingua e della scrittura, indispensabili alla celebrazione del culto. Quando i sacerdoti scompaiono uno dopo l’altro, nessuno in Egitto è più in grado di leggere i testi scolpiti sui monumenti o scritti sui papiri conservati nelle biblioteche.
Tra le fiamme della biblioteca di Alessandria scompare la storia dell’Egitto.

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Gli antichi abitanti dell’Eternità (Parte 2)

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Senza un attimo di esitazione, Kali lo attaccò. Con due mani lo afferrò per i capelli e lo sollevò da terra, mentre si preparava a trafiggergli la gola con la spada e il pugnale che teneva
nelle altre. Seppure in balìa di quella furia omicida, Raktavira non aveva paura, sapendo che appena una goccia del suo sangue fosse caduta a terra, un esercito di demoni sarebbe subito apparso per distruggerla.
All’improvviso, quando le lame ebbero tagliato la carne, la dea Kali si piegò verso la sua vittima e spalancò la bocca. Il sangue che scorreva dalle ferite cadde così fra le labbra di Kali, che lo bevve avidamente, mentre con la lingua si puliva il mento per impedire che anche una sola goccia cadesse a terra. Quando infine dalle ferite di Raktaviri non sgorgò più un sorso di sangue, le pulì con la lingua e quindi gettò a terra il corpo prosciugato.  All’avvicinarsi della dea, i demoni che si erano radunati per assistere alla battaglia fuggirono in ogni direzione, ma le braccia di Kali erano ovunque, implacabili. Tagliando gole e amputando arti, beveva il sangue che scorreva copioso, sebbene da esso non giungesse alcuna minaccia. Il sapore del sangue la inebriava, la faceva sentire leggera e veloce. Ridendo e cantando, danzò sui cadaveri disseminati intorno a lei. Dall’alto del suo palazzo, Siva guardava la carneficina. La ferocia e il dolce sapore del sangue gli erano familiari e gli davano quella forza distruttiva necessaria ogniqualvolta gli dei avevano bisogno del suo intervento.
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Gli antichi abitanti dell’Eternità (Parte 1)

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Di tutti i saggi del mondo, nessuno come i poeti e i mistici dell’India riuscì a raccontare di misteriose esistenze immerse nel tempo più antico, un tempo in cui gli dei dominavano t’universo e le energie cosmiche originarie vagavano libere nell’eterno mistero della vita. Nell’aria polverosa della grande pianura centrale, gli anni trascorrevano silenziosi. A sud, lungo la grande costa del Coromandel, le ossa di milioni di generazioni di animali, i gusci di lumache e le squame delle creature marine venivano interrate nella sabbia dall’incessante infrangersi delle onde sulla spiaggia. Nel lontano nord, il vento e l’acqua erodevano le catene montuose, plasmandone di nuove forme e dimensioni. I saggi di quella terra percepivano il tempo come circolare, Era un serpente che si mordeva la coda, un cerchio infinito di creazione e distruzione che assisteva al passaggio di infiniti universi, ognuno dei quali possedeva il proprio cielo e la propria terra. A ogni nuova creazione, gli esseri umani rinascevano per gioire o piangere, a seconda di quella che era stata la loro condotta nelle vite precedenti .Gli dei, perfetti e immortali, riappariva- no immutati in ogni nuovo universo per manipolare la natura. Tali divinità avevano ben poco in comune con quelle del mondo occidentale.

 

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I Fieri Dominatori di un Mondo Antico (PARTE 3)

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Per quanto le divinità nordiche desiderassero la vita eterna e proteggessero il loro dominio, sapevano che un grande cataclisma un giorno le avrebbe travolte. Nella notte dei tempi, le Norne (le tre divinità immortali tessitricì del destino) avevano predetto la distruzione del cosmo, e streghe e sibille avevano indicato i segni premonitori dell’imminente catastrofe. Il destino era segnato.
Il mondo venne inizialmente imprigionato in una morsa di ghiaccio e l’oscurità avvolse la terra. Per tre anni la notte e l’inverno regnarono sovrani. Gli uccelli cadevano morti dal cielo, gli alberi non davano più segno di vita e i mari erano una distesa di ghiaccio.
Nelle profondità della terra, il mostruoso lupo Fenris si dibatteva stretto dalle catene forgiate dagli dei con materiali privi di materia: il  grido di un gatto, la barba di una
donna, le radici di una montagna. i tendini di un orso, il fiato di un pesce e la saliva di un uccello in volo. Fenris era confinato ma i suoi cuccioli fuggirono dalla tana sotterranea per vagare liberamente nel mondo.

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I Fieri Dominatori di un Mondo Antico (PARTE 2)

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Svegliato dai lamenti della figlia, Suttung ricorse ai propri poteri occulti per trasformarsi a sua volta in un aquila e partire all’inseguimento del ladro. I due sorvolarono Jotunheim e il battito delle loro ali risuonò come il tuono prima di una tempesta. La magia di Odino era però più potente e il re degli dei riuscì a sfuggire al gigante e a raggiungere Asgard sano e salvo.
Nel frattempo, gli dei avevano appreso della missione di Odino e quando lo videro arrivare, sotto forma di aquila, prepararono una tinozza, nella quale Odino sputò il prezioso nettare. Alcune gocce di idromele scivolarono fuori dalle mura di Asgard, e in questo modo fu donata agli uomini la poesia.
Il figlio di Odino si chiamava Balder ed era l’incarnazione di ogni grazia e virtù, amato dagli Aesir e adorato dai mortali. Incubi terribili perennemente lo perseguitavano, e Balder si svegliava urlando terrorizzato. Tale era l’orrore di ciò che vedeva nel sonno che non riuscìva nemmeno a trovare le parole per descrivere le terribili visioni notturne. Alcune dee bisbigliarono però che quei sogni erano segni premonitori di morte violenta. Gli Aesir consultarono allora una strega, che pronunciò parole incomprensibili tenibili messaggi di avvertimento.
Gli dei si riunirono in consiglio. Non riuscivano a credere che qualcuno, o qualcosa, volesse fare del male all’amato Balder; tuttavia avrebbero preso le misure necessarie per proteggerlo. Venne deciso che qualsiasi creatura o oggetto dell’universo capace di ferire avrebbe dovuto giurare di non toccare mai il dio Balder.
Il giorno del grande giuramento,tutte le creature e gli elementi del mondo si presentarono agli dei. Gli spiriti che animavano il fuoco e l’acqua giurarono sul bracciale d’oro di Frigg che non avrebbero bruciato o annegato il figlio di Odino, I serpenti promisero di non morderlo, i metalli di non tagliano e le pietre di non colpirlo. Persino le malattie giurarono di non attaccano.

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I Fieri Dominatori di un Mondo Antico (PARTE 1)

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Nelle fredde regioni dell’estremo limite dell’Europa del Nord, i bardi cantarono le imprese e le avventure di un’antica stirpe divina. A quei tempi, la natura era tiranna. Il ventoe le onde del mare battevano violente- mente le isole rocciose al largo delle coste e scolpivano le scogliere in forme grottesche.
Le burrasche spingevano alti cavalloni fra gli scogli litoranei e le nebbie avvolgevano l’entroterra, avanzando dai fiordi come eserciti di fantasmi in marcia.
Nelle tenebre delle foreste primordiali, lupi, orsi e serpenti regnavano sovrani, A quel tempo, ogni insediamento aveva i propri cantastorie che cantavano le leggende di un universo precedente. Un universo abitato da un affollato pantheon di divinità e da giganti, gnomi, elfi, animali feroci ed esseri umani. Ogni razza occupava il proprio territorio. Asgard, la casa degli dei, era una fortezza eretta su un alto dirupo al centro della terra.
Un ponte a forma di arcobaleno collegava Asgard a Midgard, la terra degli uomini.
A sua volta, Midgard era circondata da un vasto oceano; le sue spiagge lontane delimitavano Jòtunheim, la terra desertica dominata dai giganti. Al disotto di questi reami, si estendeva Niflheim, il regno dei morti. Venne però il giorno in cui tutto questo universo fu inghiottito in una guerra titanica che distrusse il cosmo.
I bardi ricostruirono il mito di quel mondo perduto ricomponendo frammenti di testimonianze antiche: vecchie canzoni, indovinelli, profezie, parti di poemi epici in prosa o in rima, simboli runici incisi su pietre. Dalla polvere del tempo affiorò un’infinita saga di torture, saccheggi, stregonerie, falsità e doppiezze,bramosia di ricchezza e potere, guerre combattute con armi e incantesimi. Gli eroi e i furfanti dell’origine del mondo appartenevano a una immensa famiglia di esseri divini conosciuti come Aesir e alle creature che condividevano il loro splendente universo.
A differenza dei numi che abitavano per l’eternità il monte Olimpo e oziavano fra le vigne assolate e i boschetti di ulivi, o degli dei sensuali che perenni  dominavano le terre orientali, le divinità nordiche non erano immortali. Al contrario,forse non erano altro che gloriosi re dei tempi più antichi giunti dall’Oriente con la furia delle loro armi e del loro coraggio. Desiderando ardentemente di sconfiggere la morte, gli Aesir avevano trovato il modo per prolungare la loro vita,
Avevano infatti ottenuto, da fonti sconosciute, una montagna di mele magiche.
Ogniqualvolta iniziavano a invecchiare o si ammalavano, mangiavano un frutto sacro e in un baleno ritrovavano vigore giovinezza.

Gli Aesir, però, non avevano il modo di sconfiggere per sempre la morte. Il destino di tutte le creature viventi era infatti nelle mani di tre creature femminili il cui potere era tale,che definirle dee non rendeva loro giustizia. Erano le Nome, tre sorelle che filavano la rete del destino e scrivevano il libro del fato. Le Nome si radunavano intorno a ogni culla per decretare il futuro del  nascituro e comparivano vicino a ogni letto di morte per recidere il filo della vita. Si erano quindi riunite anche nella notte dei tempi, per stabilire il destino degli stessi dei. Questo fu quanto predissero: nonostante la loro saggezza, i loro poteri e la loro conoscenza delle arti magiche, gli Aesir sarebbero stati distrutti loro stessa corruzione. Nessuno sa con precisione quando inizio la caduta degli dei; forse il giorno in cui gli Aesir cospirarono per trarre in inganno uno dei giganti.
Non correva buon sangue fra il regno di Asgard e quello di Jòtunheim. Dei e giganti da sempre si combattevano, e anche in tempo di pace i loro incontri erano caratterizzati dal sospetto reciproco. Tuttavia le due razze intrattenevano anche rapporti di carattere commerciale e spesso avvenivano addirittura matrimoni misti, benché i giganti fossero di dimensioni impressionanti e gli dei alti poco più dei comuni mortali.

 

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FONDAZIONE ITALIANA VERSO IL FUTURO

 

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Un grande lavoro.Un Grande cuore.

FONDAZIONE ITALIANA VERSO IL FUTURO Stanno lavorando per creare qualcosa di veramente unico!

Si parla di ragazzi Down,con un grande sogno: un lavoro e una vita privata. Esattamente come ogni persona! Perchè loro sono esattamente come noi,senza differenze.

Amano,desiderano,imparano e regalano le loro esperienze!

Sono in grado di dare,esattamente come noi. Ma vengono considerati il più delle volte “non capaci” oppure chiamati con nomi volgari. Il più delle volte non vengono considerati. Un errore molto grave!Questi splendidi ragazzi,seguiti da FONDAZIONE ITALIANA VERSO IL FUTURO hanno molto da dare. Il video parla già !

http://www.tg3.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-4171af68-16c2-48eb-ac82-f3600b6dddde-tg3.html#p=

 

(il sito rai non permette di mettere il video,quindi vado di link)

Comunque guardate quanto splendore!

Questa associazione chiede anche donazioni,il vostro 5X1000 è perfetto!

Non si chiede molto,ma il vostro contributo vuol dire tanto!

Pensateci!! <3

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Enciclopedia della Luna : Berretto Blu & Bucca

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Berretto Blu

Nel folclore britannico è lo spirito delle miniere che assiste i minatori da cui esso si aspetta un compenso in denaro. E uno spiritello benevolo capace di lunghe e operose fatiche. Appare come una fiamma blu che volteggia attorno ai pozzi. Il compenso che gli spettava veniva lasciato in un angolo della miniera ogni due settimane: se la somma era inferiore al dovuto lo spirito la rifiutava sdegnosamente; se superiore lasciava il resto.
Questa credenza popolare ha cominciato a scemare nella metà dell’800, evidentemente man mano che decadeva l’industria mineraria e la credulità si arrendeva di fronte alla possibilità che non di spirito si trattasse ma di una normalissima reazione chimica prodotta dai gas naturali delle miniere.

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Enciclopedia della Luna : BELFAGÒR

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Dall’ebraico Baal di Peor o Baal-Fhegor che significa “signore del Peor”.
Era una divinità adorata dai moabiti sul monte Fegor, vicino al Mar Morto, come simbolo del sole.
Per i Cristiani nel Medioevo diventò Belfagòr, una delle tante identità del Diavolo, o meglio di quell’uomo che, secondo la leggenda, diventò un demonio quando abbandonò la moglie, preferendo l’inferno al matrimonio.
Secondo un’altra leggenda parallela era un diavolo che prese sembianza umana e si sposò sulla terra per verificare se la rovina degli uomini fosse causata dalle mogli.
In questa seconda versione, il mito di Belfagòr in seguito fu assunto come soggetto per un racconto di Machiavelli (Belfagòr cerca moglie), di uno di La Fontaine, di un dramma del ‘6oo di John Wilson e uno di Enrico Morselli. Ottorino Respighi ne fece un’opera musicata.

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Enciclopedia della Luna : Culto degli AVI

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Spesso parenti e antenati deceduti sono venerati come se fossero delle divinità. Tale culto può assumere diverse forme: in quella più generale consiste semplicemente nel disporre cibo e bevande per i defunti nella convinzione che ciò serva ad incoraggiarli a portare benessere alla comunità e a scacciare il male, specie con riguardo alla fertilità delle donne e delle coltivazioni.
Ciò è tipico della maggior parte delle società tribali che nel mondo praticano l’Animismo ma, poiché in realtà gli avi non vengono considerati delle vere divinità, forse non sarebbe corretto parlare di culto.
Questo, invece, in forma meglio definita può rinvenirsi in Cina, dove si crede che una parte dello spirito della persona deceduta passi in una speciale tavoletta dopo la morte.
Tali tavolette vengono poste in una sala rituale e ad esse i discendenti in vita si inchinano, portano cibo e parlano, proprio come se fosse persone viventi. Lo scopo, comunque, è lo stesso delle società tribali: propiziarsi gli avi ed assicurarsi che continuino a badare alla famiglia e alla comunità.
Una forma intermedia di culto è diffusa nell’Africa occidentale dove ogni discendenza ha il suo sacrario ancestrale che si crede sia abitato dal fondatore della stirpe; questi sacrari sono di solito rappresentazioni di legno intagliato di quella persona e ad essi si porta cibo, si prestano cure e si chiedono favori, specie per i bambini.

 

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Enciclopedia della Luna : AUTOMATISMO

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Comprende qualsiasi attività fisica inconscia, in altre parole senza intenzione e consapevolezza, spesso sotto una guida soprannaturale e sin dall’antichità essa è stata attribuita a spiriti o divinità essendo l’ispirazione considerata un dono del cielo.
Infatti, oltre al oltre al disegnare, suonare strumenti musicali, Comporre, cantare e parlare lingue sconosciute, le più comuni forme di automatismo sono la scrittura automatica e la pittura automatica. In quest’ultimo caso, il soggetto, pur privo di qualsiasi competenza artistica, sente il bisogno irresistibile di disegnare e dipingere come se fosse guidato da una mano invisibile, realizzando lavori dallo stile attribuibile ad artisti noti deceduti.

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Enciclopedia della Luna : Argento

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A questo metallo si attribuiscono poteri magici nel campo del soprannaturale. Probabilmente ciò è dovuto all’associazione dell’argento con la Luna, che nella mitologia e nelle tradizioni folcloristiche è da sempre considerata dimora dei defunti e il cui bagliore argenteo conferisce forza alle creature della notte e dell’aldilà.
Vale la pena di osservare che il termine, derivato dal latino argentum,è attestato in forma identica nell’area celtica e vari derivati da una radice arg che significa “brillare”.

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Enciclopedia della Luna : Apparizioni Mariane

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Si tratta di visioni o manifestazioni soprannaturali della Beata Vergine Maria, accompagnate da altri fenomeni paranormali, quali musica e canti celestiali, guarigione miracolosa, luminosa, percezione extrasensoriale.
Nel corso dei secoli si sono registrate innumerevoli Apparizioni mariane, ma solo in un numero esiguo sono state riconosciute autentiche dalla Chiesa cattolica. Nella maggior parte dei casi, appare una signora luminosa che s’identifica come Maria, reca messaggi che esortano a pregare di più e a condurre una vita devota e chiede che le siano edificati santuari e chiese. Numerose volte, i beneficiari delle apparizioni sono bambini.
Nella tesi della Chiesa cattolica, tali apparizioni non sono fantasmi ma fenomeni mistici concessi da Dio. Apparizioni corporee e incorporee sono citate sia nel Vecchio sia nel Nuovo Testamento. Le Apparizioni mariane non sono in assoluto accettate come articoli di fede, ma quelle riconosciute come autentiche vengono celebrate.

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Enciclopedia della Luna : Anima

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Dal latino anima che significa “fiato”, può essere intesa come ‘parte immateriale separata dal corpo”, “principio vitale dell’essere umano”, ecc.
Ma è difficile darne una definizione universale perché questo concetto varia secondo il contesto storico-sociale-religioso. In genere si tende a distinguere “corpo” da “anima” e “spirito”, laddove spirito indica la forza vitale mentre anima è il nucleo identificativo dell’individuo. In ogni caso si tratta di qualcosa di distinto dal corpo fisico della persona umana.
L’anima sopravvive alla morte del corpo? In tutte le religioni, tranne il Buddismo, si crede che l’anima sia immortale, sebbene possa associarsi a una serie di corpi in diverse esistenze (vedi Reincarnazione).
Se si prende in considerazione il Buddismo, secondo la dottrina dell’anatta (che significa “nessuna anima”), l’anima non è che un prodotto della fantasia umana; ne consegue che non può sopravvivere dopo la morte; poiché la reincarnazione dipende dal karma (l’effetto di tutte le azioni buone e cattive compiute in vita) essa non implica la trasmissione della coscienza o della personalità tra due esistenze.
Nello spiritismo il concetto di anima è a metà strada tra quello adottato dalle religioni occidentali e l’Animismo. L’anima è ritenuto distinta e indivisibile e a tutti ne è concessa una e una soltanto.
Tuttavia si può staccare dal corpo e lasciarlo, come avviene nelle cosiddette “ORE’ (Out of Body Erperience – “Esperienze Extra-corporee”).

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Enciclopedia della Luna : Angeli

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Dal latino cristiano angelus derivato a sua volta dal greco àngelog traduzione dall’ebraico mal’akh, che in origine significava “l’ombra di Dio” per acquistare successivamente il significato di “messaggero” (divino). Con il termine di “angeli” s’intendono comunemente esseri che svolgono la funzione d’intermediari tra Dio e gli uomini.
La figura dell’angelo appare nelle diverse tradizioni e culture; non è appannaggio della sola cristianità ma è presente anche nell’Induismo e nell’Islam. Ciò confermerebbe, al di là del diverso sostrato culturale e religioso di ogni popolo, che l’angelo è una figura spirituale di cui l’uomo avverte il bisogno. Lo studio degli angeli, o Angiologia, sarebbe nato nell’antica Persia e fu sviluppato nell’Ebraismo, nel Cristianesimo e si è poi introdotto anche nell’Islam, secondo cui al momento della morte due angeli, di nome Munkar e Naki, giudicheranno gli uomini: i giusti saranno inviati in paradiso e i malvagi all’inferno.

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Roma brucia: cui prodest?

 

 

 

 

Un rogo immane avvolge Roma del luglio del 64 dopo Cristo. Per sette giorni le fiamme divampano sulla città, trasformata n un enorme braciere. Della catastrofe viene accusato lo stesso imperatore Nerone che a sua volta ;carica la colpa sui cristiani scatenando una terribile persecuzione. Chi ha veramente appiccato il fuoco? E perché?
Ha ucciso la madre Agrippina, la prima moglie, Ottavia, la seconda moglie Poppea e il fratellastro Britannico. Questo, tanto per restare in famiglia. Gli altri delitti non si contano. «Uccideva senza motivo o misura, a capriccio, non importa chi, non importa perché», scrive Svetonio. Questo il ritratto di Nerone, così come abbiamo imparato a conoscerlo fin dai banchi di scuola. Letteratura e cinema hanno caricato la dose: basterà ricordare Quo Vadis?, scritto da Henryk Sienkiewicz nel 1896 e dal quale sono tate tratte ben cinque edizioni cinematografiche (l’ultima è del 951 con un grande Peter Ustinov nei panni dell’imperatore paranoico). Nerone despota assoluto, mostro assetato di sangue, ma soprattutto il pazzo che ha incendiato Roma dandone poi la colpa ai cristiani e prendendo spunto da questa falsa accusa per perseguitarli facendoli sbranare dalle belve nel circo, bruciandoli rivi e sottoponendoli a ogni altro genere di tortura. l’immagine di Nerone cinto d’alloro, che declama liriche accompagnandosi con la cetra, mentre sotto di lui Roma arde è tipica dell’iconografia popolare, ripresa da scrittori, commediografi, registi e comici di tutte le epoche fino ai nostri giorni. Non un’immagine di fantasia, è ancora Svetonio che lo racconta. Non sono pochi, tuttavia, gli storici moderni che avanzano qualche dubbio su Nerone folle tiranno, incestuoso, omicida, incendiario. Tra gli antichi, già Tacito si limita a riportare i fatti e a riferire le voci senza esprimere un giudizio di aperta condanna. Quindi Nerone sovrano ‘assolutamente assoluto’ ma non il malvagio per eccellenza, uno stravagante, un artista dall’equilibrio non del tutto stabile ma non folle a tal punto da incendiare la Capitale dell’impero solo per avere l’occasione di declamare in una scenografia irripetibile il poema da lui scritto sulla guerra di Troia. Allora, chi ha bruciato Roma?

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Nerone canta accompagnandosi con la cetra mentre Roma brucia ai suoi piedi. E una delle immagini più famose della storia ma anche con molta probabilità,una delle più false. Così come sono inattendibili molte altre accuse che fanno riferimento alla follia dell’imperatore

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Come la luna influenza il nostro sonno (Scritto da www.casinamia.com)

 

Normalmente quando alla mattina ci si alza dal letto stanchi morti,perché si ritiene di aver dormito malissimo,si dà la colpa a quello che si è mangiato la sera prima, alle mille preoccupazioni che ci assillano, al caffè bevuto dopo cena, o ai figli che hanno faticato ad addormentarsi o si sono ripetutamente svegliati nel cuore della notte. Sono tutte spiegazioni assolutamente plausibili, ma sappiate che in realtà la causa di un sonno disturbato potrebbe essere attribuibile alla Luna e non si tratterebbe della solita diceria:oramai in merito sono stati pubblicati autorevoli studi scientifici che dimostrano l’influenza delle fasi lunari sul nostro ciclo del sonno.

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Vediamo dunque di capire in che modo la luna agisca, il come edil perché di questo strano fenomeno.

 

L’uomo è la luna

È risaputo che la luna ed il suo ciclo esercitano una forte influenza su diversi fenomeni della natura ed anche sulla vita stessa dell’uomo. A tutti è noto il fenomeno della maree; il fatto che i contadini per la semina, la concimazione, la potatura ed il raccolto delle varie colture si basino sulle fasi lunari e le donne incinta sanno bene che quando la luna è piena e si avvicina il momento del parto c’è maggior probabilità che il bimbo decida di nascere. Peraltro anche i nostri liquidi organici subiscono un’influenza simile a quella dei mari, tanto è vero che generalmente nei periodi di luna piena si registra una certa tendenza ad ingrassare, pertanto converrebbe limitate l’assunzione di grassi e bere di più, mentre nelle fasi di luna calante ci si può concedere qualche sfizio in più!

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Con la luna piena si dorme peggio

Un gruppo di ricercatori svizzeri, coordinati da Christian Cajochen, biologo dell’università di Basilea, ha condotto uno studio durato ben tre anni, lungo l’arco di tutte le stagioni, monitorando il sonno di 33 soggetti volontari (16 maschi e 17 femmine, con un’età compresa tra i 20 e i 74 anni), dimostrando che di fatto nelle notti di luna piena la qualità del sonno peggiora in maniera evidente.

Durante le notti di plenilunio la tendenza è quella di dormire, mediamente, 20 minuti meno.Lo studio ha evidenziato che, in questi particolari momenti, il sonno dei soggetti coinvolti nell’esperimento diminuiva, necessitavano in media di 5 minuti in più per addormentarsi, l’attività cerebrale durante le fasi di sonno profondo calava del 30 per cento ed i livelli di melatonina (noto ormone che regola i cicli di sonno e veglia) si abbassavano.

In poche parole è come se gli esseri umani fossero dotati di un “orologio circalunare” biologico ed il loro ciclo del sonno venisse in qualche misura scandito dalle fasi lunari.

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Ancora in dubbio le motivazioni

Lerealimotivazioni di questo influsso non sono ancora spiegabili. Si è ipotizzato che possa trattarsi di un retaggio molto antico, in quanto i comportamenti dei nostri antenati preistorici o delle antiche civiltà erano sovente regolati dalla luna. Si pensi, ad esempio al fatto che il maggior chiarore del cielo, nelle notti di luna piena, esponeva le persone ad un maggior pericolo, poiché era più semplice venir attaccati da predatori (sia animali che umani).

Nello studio condotto però i soggetti analizzati innanzitutto non erano consapevoli del fatto che si stesse indagando anche circa l’influenza delle fasi lunari (parametro intervenuto solo in un secondo momento) e peraltro sono stati fatti dormire in stanze prive di finestre, dunque è da escludere sia che possano essersi suggestionati, sia che in qualche modo abbiano potuto risentire della maggiore o luminosità percepita durante le notti di luna piena.

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Insomma, la prossima volta che vi capita di dormire male provate a controllare, anche solo per curiosità, se di fatto era un giorno di luna piena!

Articolo scritto da: www.casinamia.com

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