Cesare, Lucrezia e il santo padre – SECONDA PARTE

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Un misterioso assassinio
Mentre la voce dei torbidi rapporti tra i Borgia aveva indotto Lucrezia a rinchiudersi nel monastero di San Sisto, sulla Via Ai5pia, un’altra notizia sconvolse Roma: l’assassinio di Giovanni Borgia, duca di Gandia, da poco nominato capitano generale delle milizie pontificie. Tra il popolo si sparse subito la notizia che a ucciderlo era stato il fratello Cesare per strappargli la carica. Un’altra calunnia, probabilmente, ma anche a questa molti prestarono fede e aumentò l’orrore che ormai il nome dei Borgia suscitava ovunque.
Il fatto avvenne nella notte tra il 14 e il 15 giugno 1497. I due fratelli erano stati invitati a cena dalla madre. La tavola era stata apparecchiata nel giardino della villa che Vannozza possedeva nei pressi di San Pietro in Vincoli. Oltre a Giovanni e a Cesare erano presenti il loro fratello Goffredo principe di Squillace con la moglie Sancia, il cardinale Francesco Borgia, figlio di Callisto III, don Rodrigo Borgia, capitano del palazzo apostolico, e don Alfonso, nipote di Alessandro VI. La serata si svolse nel modo più piacevole ma fu turbata, anche se solo per qualche istante, dall’apparizione di un misterioso individuo mascherato che bisbigliò qualcosa all’orecchio del duca di Gandia. A tarda ora la comitiva si sciolse.

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Cesare, Lucrezia e il santo padre – PRIMA PARTE

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Cinquanta cortigiane nude si rincorrono camminando carponi facendo una sorta di slalom intorno a una fila di candelieri posti sul pavimento: una gara alquanto insolita e piccante.. Lo è ancora di più se si pensa che alla singolare scenetta assistono divertiti un papa e due dei suoi numerosi figli. Il pontefice è Alessandro VI, al secolo Rodrigo Borgia, i due figli sono Cesare e Lucrezia. La notizia è riportata da un cronista dell’epoca che, scrivendo oltre, aggiunge nuovi sconcertanti particolari. Se dobbiamo prestargli fede, la conclusione della serata fu tale da far apparire la corsa delle cortigiane un innocente giochetto tra educande. Sono racconti come questo — ma c’è di molto peggio — che hanno gettato addosso ai Borgia una coltre di fango difficile da rimuovere anche a distanza di cinque secoli. Orge, omicidi, rapporti incestuosi tra padre e figlia, tra fratello e sorella, intrighi, tradimenti, torture, crudeltà di ogni genere, depravazioni per tutti i gusti: nella storia è difficile trovare una casata sulla quale siano state scagliate tante accuse. E non solo dai contemporanei. La storiografia successiva ha tenuto viva nei secoli la fama di turpitudine dei Borgia aggiungendo sempre nuovi particolari alle loro infamie. Oggi però si tende a ritenere che molte delle accuse loro rivolte siano false o quanto meno esagerate. Anzi c’è chi, a furia di cercare attenuanti e nello sforzo di ristabilire una verità storica troppo a lungo alterata, giunge addirittura a negare tutte le voci corse sul loro conto, incorrendo in incauti tentativi di riabilitazione che, francamente, sembrano altrettanto eccessivi.
In realtà non ci sono prove certe delle malefatte dei Borgia. Ci sono i pettegolezzi raccolti nelle corti europee e nella stessa Roma, ci sono i racconti dei cronisti, ci sono mucchi di lettere ma sulla loro attendibilità è lecito avanzare qualche dubbio. Così l’interrogativo rimane: Alessandro VI, Cesare e Lucrezia Borgia erano veramente dei mostri?

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Miti e simboli di Pasqua

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Pasqua,festa magica e solare del perenne ritorno della luce e della vita, non a caso segue così da vicino l’equinozio di primavera.

Eun vero peccato che, oggi, presi come siamo da considerazioni di ordine materiale — che per alcuni riguardano semplicemente il profitto a ogni costo, per altri la sopravvivenza a qualsiasi prezzo —, in preda al disincanto, non diamo più alle feste incluse nel nostro calendario il senso reale e vivo che possedevano all’epoca in cui furono create dai nostri antenati.
Più che un senso, queste feste, dette di calendario, avevano un significato simbolico. Collegavano gli uomini ai grandi principi della natura, in un epoca in cui l’amore nei confronti di quest’ultima, dei suoi segreti, dei suoi ritmi volevano veramente dire qualcosa. Ritmi e riti si confondevano.
Nel riprodurre con riti i grandi momenti che scandivano i movimenti ciclici della natura, l’uomo si accordava a essa, al suo ritmo, utilizzava il suo linguaggio, comunicava con essa.

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I simboli universali: La sorgente

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La sorgente è un simbolo di purezza. Ritornarvi è come ritrovare la propria purezza originale, riscoprire l’organo sensoriale dell’anima.

La sorgente è di grande ricchezza simbolica e mistica. Fisicamente, è l’anello della catena senza il quale il ciclo dell’acqua non potrebbe prodursi. Dopo una vita sotterranea, nelle falde freatiche della Terra, sgorga, diventa rivo o ruscello, poi torrente che man mano si ingrossa, si gonfia e si trasforma in fiume, che si allarga sempre di più fino a gettarsi nel mare e proseguire ancora il suo corso nelle correnti agitate, molteplici e incrociate che si cavalcano e s’intrecciano nell’oceano.
Ritorna poi allo stato di vapore, si sposta nell’atmosfera terrestre e ricade sotto forma di pioggia, scorre sulla superficie terrestre o penetra dentro di essa fino nelle sue viscere per zampillare di nuovo, in un posto o in un altro, come sorgente .

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I simboli universali: La montagna

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Luogo inaccessibile, punto d’incontro tra il Cielo e gli dei, la montagna, la cui vetta misteriosa è spesso avvolta dalle nubi, è una rappresentazione dell’asse del mondo che ha dato origine a tali leggende.

La montagna è un ponte, un luogo di passaggio tra il Cielo e la Terra e viceversa. A lungo vissuta come un luogo ostile e inaccessibile, sulla cui cima si scatenavano gli elementi (il fuoco del vulcano o il fuoco opposto del ghiaccio e delle nevi che tutto brucia allo stesso modo, e poi le tempeste e le bufere), la montagna è considerata in primo luogo come la sede degli dei presenti sulla Terra; quindi, è probabilmente il luogo consacrato, privilegiato, che gli dei scelgono per venire sulla Terra; da ultimo, è il luogo sacro, benedetto, proibito al profano, ove avviene l’incontro tra gli dei e l’uomo, dove l’uomo eletto o temerario che compie l’ascesa al monte divino vede il dio che è disceso fino a lui. In cima alla montagna, l’uomo e gli dei entrano in relazione.

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I simboli universali: Il labirinto

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Come il cerchio, la croce e la spirale, con i quali ha d’altronde numerose analogie, il labirinto è un simbolo universale.

presente in tutto il mondo, in tutte le culture e le civiltà, lo ritroviamo in particolare in Grecia, fin dal V millennio a.C., soprattutto su ceramiche, ma anche in precedenza in incisioni rupestri risalenti al VI millennio, scoperte nelle Alpi italiane. Ebbe un posto rilevante anche presso gli indiani d’America, in particolare presso gli Incas, in Perù, dove sono state scoperte immense figure che richiamano il labirinto, sugli altopiani della Cordigliera delle Ande, nella valle di Nasca, alcune delle quali raggiungono una lunghezza di 120 metri e che si ritiene siano state realizzate tra il 300 e il 600 d.C. Ma nell’antichità il labirinto fu anche rappresentato in Egitto e in Siria, in India e in Tibet, in Africa, dalle diverse popolazioni delle isole australi, e, naturalmente, anche in Europa: in breve, dappertutto. Più recentemente, l’Europa delle cattedrali e delle costruzioni dell’epoca gotica, adottò la figura del labirinto per creare numerose vetrate.

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I simboli universali: Il loto e la rosa

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Considerati fiori mistici, erotici, divini e d’amore, il loto e la rosa sono rappresentazioni dell’anima e del cuore, i beni più preziosi dell’uomo.

IL LOTO
Gli Egiziani amavano i fiori, le piante, gli alberi. Nell’Antico Egitto, si viveva circondati dai fiori, se ne regalavano di frequente e, naturalmente, ne venivano offerti ai morti. Oltre al fiordaliso, al papavero, al crisantemo, all’iris, al gelsomino, alla malva, alla mandragola, alla speronella e alla ninfea gialla, uno dei fiori più apprezzati, se non addirittura quello che ricopriva il posto d’onore, era il loto azzurro o bianco, la più bella delle ninfee, il fiore sacro. Secondo un’antica leggenda egiziana, questo fiore aveva dato vita a Nekheb Kaou, il grande serpente originario e immortale che riuniva in sé tutti i ka, o energie vitali della Terra e che, naturalmente. viveva nel Noun. l’Oceano primordiale dal quale è sgorgata ogni forma di vita. Secondo un’altra leggenda egiziana, era merito del loto se il Sole poteva rinascere al mattino e lanciarsi nella sua corsa.

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I simboli universali : La croce

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La croce, simbolo tra i più belli e antichi, rappresenta l’unione del Cielo e della Terra, l’Albero della vita, il luogo sacro dove spazio e tempo si fondono.

Prima di diventare il segno di riconoscimento dei cristiani, e successivamente il loro emblema. la croce fu indubbiamente uno dei simboli magici e mistici universali utilizzati dagli uomini per rappresentare un orientamento nello spazio, ma anche la riunione o il legame che unisce due punti per due volte, due mondi o due forze opposte e incrociate: l’alto e il basso ovvero il cielo e l’inferno, la destra e la sinistra ovvero il bene e il male. Questo incrocio tra gli elementi celesti e terrestri, invisibili e visibili, divini e umani è all’origine di un’unione, di un compimento, che possono prodursi nell’uomo se questi si identifica e si integra nella croce.

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I simboli universali: La spirale

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Simbolo del movimento permanente della vita e dell’impermanenza delle cose, la spirale rappresenta la vita eterna o il compimento di sé.

La spirale è il risultato di un fenomeno naturale. E il prodotto di una forza circolare, centrifuga o centripeta e per questo viene dunque associata al cerchio e a tutta la simbologia che a esso si rapporta . La forza centrifuga dà luogo a un movimento che allontana dal centro del cerchio mentre la forza centripeta indica un movimento contrario, che si avvicina cioè verso il centro. Quindi se operate un movimento circolare all’interno di una bacinella d’acqua, per esempio facendo girare un dito al centro, osserverete che il vortice si origina partendo dal centro per andare all’esterno. All’inverso, se ponete il dito contro il bordo della bacinella e lo fate scorrere. sempre effettuando un movimento circolare, osserverete che il vortice va verso il centro.

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I simboli universali: Il cerchio e la ruota

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Il cerchio, il centro  -o l’asse – e la ruota formano un insieme che fa girare il mondo. Questi grandi principi della fisica furono simboli primordiali, vitali per i nostri antenati.

Il cerchio è un quadrato. Ecco un modo alquanto bizzarro di affrontare questo simbolo! Tuttavia non si può parlare di questa figura simbolica universale senza far riferimento alla famosa quadratura del cerchio, che sappiamo non è possibile ottenere — cioè determinare il lato di un quadrato che abbia la stessa superficie di un cerchio — senza effettuare calcoli. Da qui deriva l’espressione popolare: «E come la quadratura del cerchio», che significa aver esaminato in lungo e in largo un problema che rimane insolubile.

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Le Ere dell’Ariete e dei Pesci Le ere ovvero la nascita delle civiltà

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Nell’accostarci a queste due ere, ci viene spontaneo confrontarle con i tempi nostri che tendiamo a prendere sempre come nostro unico punto di riferimento. La tentazione di pensare che la propria epoca sia migliore delle altre deve essere probabilmente stata una costante nella storia degli uomini, perlomeno da quando hanno iniziato a misurare il tempo e a raccontarsi la loro storia. Quanto a noi, certo non ci proponiamo di rifare la storia ma, semplicemente, di apportare un ulteriore chiarimento agli strumenti di riflessione e di investigazione degli storici, arricchendoli della lettura astrologica. A ogni modo, è interessante rilevare che, più ci avviciniamo alla storia contemporanea e, quindi, più i fatti storici ci sono noti, più i decani dei segni dello zodiaco e gli avvenimenti storici presentano analogie tra loro.

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Le ere del Cancro, dei Gemelli e del Toro

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Queste tre ere ci fanno risalire nel tempo a un periodo di evoluzione dell’umanità in cui questa esce dall’infanzia del neolitico, se così possiamo dire, e dunque dalla preistoria, per entrare in quella che potremmo chiamare la sua adolescenza che corrisponde all’inizio della storia propriamente detta, cioè dell’antichità.
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Le ere della Bilancia, della Vergine e del Leone o i periodi del comparsa dell’agricoltura

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La paleontologia è una scienza in piena evoluzione che, inoltre, suscita attualmente un rinnovato interesse; un pubblico sempre più vasto ed eclettico volge il suo sguardo curioso verso di essa. Ciò è comprensibile, se si ammette che quanto è vero a livello individuale Io è ancora di più a livello collettivo.
Pertanto, dato che ognuno di noi tende a rifugiarsi nel proprio passato, o a proiettarsi nel futuro quando il presente non lo soddisfa, gli sembra poco accogliente o incerto, le comunità, i popoli e le nazioni che noi formiamo, hanno spesso il riflesso istintivo di scrutare nel proprio passato per trovare delle chiavi, dei punti di riferimento, delle eventuali risposte alle inquietudini e alle angosce generate dalla vita attuale, ma anche alle prospettive poco entusiasmanti che l’avvenire collettivo sembra offrire. Le cause di queste preoccupazioni e di queste angosce sono molteplici. Ma più grave è che, presi dalla vertigine delle nostre scoperte e della ricerca utopica della felicità per tutti, abbiamo perduto il senso e il valore che i nostri antenati attribuivano alla vita.

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Le ere dell’Acquario, del Capricorno, del Sagittario e dello Scorpione

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Dopo aver affrontato le prospettive della prossima era dell’Acquario, risaliamo nel tempo fino all’ultima era dell’Acquario, quella che si è verificata più di 25 000 anni or sono!
Non possiamo affermare con certezza che le ere a cui ci riferiamo segnino formalmente gli inizi dei tempi in quanto questi hanno certamente avuto luogo molto tempo prima. Tuttavia, per voi e con voi, ci sottoporremo a un esercizio delicato, che, per quanto ne sappiamo, fino a oggi non è mai stato tentato da alcun astrologo, ma che ci sembra di grande interesse: rifare il percorso dei 24 000 anni che ci separano dall’ultima era dell’Acquario che dovrebbe approssimativamente aver avuto luogo tra il 23598 e il 21452 prima di Cristo. Diciamo “approssimativamente”, in quanto, per effettuare tali calcoli, dobbiamo avere una base che è quella della data presunta della nascita di Gesù, a partire dalla quale abbiamo stabilito il nostro calendario.

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L’Era dell’Acquario,l’Età dell’Oro dell’umanità: mito o realtà?

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Ogni 2160 anni circa, l’umanità entra in una nuova era.

Oggi ci troviamo all’inizio dell’Era dell’Acquario.

Come tutti sanno, è la speranza che ci permette di vivere. Qualunque problema abbiamo e qualunque tipo di vita facciamo, aspiriamo tutti a un mondo migliore, e tutti sogniamo una Età dell’Oro in cui essere più liberi e più felici. Il mito dell’Età dell’Oro coincide con quello del Paradiso perduto e ritrovato, un mondo ideale che offre felicità, benessere, amore, abbondanza, eterna giovinezza, pace tra gli uomini e libertà per tutti.

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Il Simbolismo del Acquario

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Originalità, Ispirazione, Utopie, ecco le tre parole magiche dei 3 decani dell’Acquario, i cui simboli combinano il sogno con l’ambiguità, il realismo con l’immaginazione.

Nel termine “Acquario” alcuni hanno visto la semplice traduzione del greco hudrokoeus, ovvero “che versa dell’acqua”, e in seconda battuta “piovoso”. I filosofi si sono mostrati d’accordo nell’affermare che il periodo dell’anno corrispondente a questo segno è uno dei periodi di pioggia. Tuttavia, noi obiettiamo che la parola greca non poteva alludere a un tale periodo, perché nel mese di febbraio, in Grecia, sono piuttosto i venti freddi e non le piogge a scatenarsi. A maggior ragione, non dimentichiamo che lo zodiaco non è nato nella mente dei Greci bensì in quella dei Mesopotamici che vivevano in una regione dal clima molto diverso, dove possiamo benissimo immaginare che le piogge fossero rare, ma proprio per questo, rigeneranti e fecondatrici.

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Il Simbolismo del Pesci

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Tre coppie di pesci raffigurano i tre decani dell’ultimo segno dello zodiaco. Ognuna di esse simboleggia, a suo modo, l’ambivalenza propria di questo segno pieno di sfumature.

Subito dopo il segno dello Scorpione, quello dei Pesci gode di una pessima reputazione presso la maggior parte di noi. Si tratta certamente di luoghi comuni e di preconcetti diffusi in altri campi: l’astrologia non ha l’esclusività a tale riguardo. Comunque, il male ormai è fatto.
Cerchiamo di capire perché e come questo segno ha finito per ricevere tale discredito nella mente di chi, di solito, dell’astrologia conosce solo alcune caratteristiche dei 12 segni zodiacali , pescati in riviste che pubblicano articoli scritti più per compiacere e per aumentare la tiratura che con uno spirito di autenticità.

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